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Emilia-Romagna e Provincia di Forlì-Cesena se ne infischiano del dramma delle imprese sotto la scure del covid

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 20 febbraio 2024
Emilia-Romagna e Provincia di Forlì-Cesena se ne infischiano del dramma delle imprese sotto la scure del covid

Per definizione un comitato è un gruppo organizzato di persone per realizzare finalità comuni: può avere interessi sociali, economici o culturali, ma sempre sopperisce al vuoto, all’assenza, parziale o totale, della politica, incapace di affrontare con razionalità e capacità una problematica rilevante, magari un’emergenza drammatica come quella attuale sotto l’incombente pandemia.

Lo scorso 15 gennaio un Progetto pilota per il Ritorno alla Normalità è stato con grande impegno e senso di responsabilità presentato in dettaglio a Gabriele Fratto, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, da rappresentanti del Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro, a nome di ben oltre 150 imprese dello stesso territorio provinciale, in gran parte operanti nella gestione di bar, ristoranti, palestre, cinema ed altri servizi, tutti drammaticamente in ginocchio e impoveriti dai provvedimenti sanitari del Governo Conte.

Tale Progetto Pilota, come ribadisce con ostinata veemenza Daniele Avolio, portavoce dello stesso comitato, è un attento elaborato di misure, concreti strumenti per consentire gradualmente la ripresa di un intero sistema di imprese, vitali per l’economia e l’occupazione della Romagna forlivese, ancora di più a supporto di quel turismo, più o meno continuativo, sia di breve che lungo periodo, attivo dall’Appennino all’Adriatico, ai centri con vocazione culturale.

La volontà, anche disperata, di queste imprese di sfuggire all’imminente pericolo di povertà e chiusura, non ha perso, comunque, lucidità e forza propositiva nel ribadire nel Progetto Pilota come la ripresa sia, ad esempio, possibile attraverso l’incentivazione del merito di prevenzione nel principio della divisione a zona colore, garantito da tutte le attività, oppure da una più attenta, direi logica valutazione del rapporto tra spazi e aerazione delle attività, flusso di clienti e contingentamento degli accessi.
Tutto questo, nonostante l’assenza di certezza scientifica che dimostri incontestabilmente l’insorgenza di focolai e contagi epidemici nei comparti della ristorazione, del fitness e dell’intrattenimento cinematografico.

Niente di tutto questo è, però, interessato più di una benevola disponibilità di circostanza sia a Gabriele Fratto, Presidente della Provincia, sia al sempre supponente Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna: entrambi, sotto sotto, principalmente inclini, forse anche per disciplina di partito, ad accogliere ed applicare gli illiberali Dpcm sanitari, elaborati solo a tavolino dal governo Conte, fuori da ogni conoscenza della qualità operativa delle imprese di ogni territorio. Non una parola, critica e di proposta correttiva, da parte di Fratto e Bonaccini, meglio per tutti e due allargare le braccia e trincerarsi in un rassegnato, prono “non possumus” dinanzi ai Dpcm di un governo, cinico tagliagole delle imprese in nome di un contrasto all’epidemia, gestito insensatamente con tante contraddizioni e disparità.

Nonostante il Progetto Pilota in questione sia stato condiviso dai sindaci di Forlì e di Cesena, da qualche assessore e da organizzazioni di categoria, quali Confesercenti e Confcommercio, è davvero miserevole accettare che, oggi, quasi un mese dalla loro presentazione, le proposte delle imprese, organizzate nel Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro, siano cadute nel nulla: da parte di Fratto, Presidente della Provincia, nulla di più del ruolo di passacarte di una sintesi del Progetto Pilota alla Regione; da parte del sempre saccente Bonaccini, Presidente della Regione, un assordante silenzio, tombale sull’ascolto dei bisogni, delle difficoltà, dell’angoscia delle attività produttive in rovina per il Covid.
Il Comitato Romagnolo Libertà e Lavoro, comunque, non demorde nella sua denuncia di una terribile distanza tra il paese legale e quello reale, tra la politica istituzionale e la realtà sociale, per questo continuerà a battersi anche nel confronto di ogni nuovo governo che risulti ancora illogico e devastante nei suoi provvedimenti anti Covid.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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