Diana

Oltre nella dedizione per i ritratti – afferma il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – le figure e le nature morte, si evince il movimento che dall’improvvisazione post impressionista porta la pittura della Giusto, artista monzese, sino ad una costruzione corrispondente ai soggetti da lei preferiti dei paesaggi francesi e in particolar modo di quelli provenzali dal  profumo di lavanda col fascino dei suoi campi, di castelli e di piccoli borghi. Da quest’olio steso a spatola e pennello su di una tela alta 60 e larga 80 cm, intitolato “Il Mistero del bosco”, si sprigiona il profumo del muschio selvatico. C’è in questa opera di Diana Giusto una sottile convivenza fra la ricerca tonale, tutta estetica, e la raffigurazione di un fatto reale. Quando la Giusto espone frazioni di bosco, di campagna, di terra, di cielo o di montagna, si hanno sguardi continuamente rinnovati che non abbandonano la presa diretta sul reale. Nelle sue opere l’uomo compare continuamente, anche quando non si vede, come vigore che forgia le forme e le decide, come identità sostanziale di un luogo, come modo di vivere ed abitare di cui il paesaggio stesso non è che un riflesso. L’oggetto di questo paesaggio in esame è però selvatico, dunque è la situazione, quel flusso immateriale intercalato fra il luogo, la pittura, la percezione, lo sguardo, l’uomo e l’espressione. I colori dalle tonalità moderne sono arcaici nella loro polverosità asciutta, quanto materica, che sembrano mimare le terre e le argille sbriciolate nell’impasto, quei pigmenti che richiamano il maquillage rassicurante  e allo stesso tempo segreto di donne egizie. I panorami della Giusto sono dunque architettati su un differente tono regnante, irradiati da una luce diversa a seconda dell’episodio, dell’occasione che ritrae.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLocanda alla Mano
Articolo successivoGabriele Fratto è il nuovo sindaco di Bertinoro
Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte italiano. Cura, per conto di pittori e scultori, quotazioni ufficiali, critiche d’arte, pubblicazioni, libri, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati, l’acquisizione di opere d’arte nel patrimonio artistico di Enti Pubblici, comunicazioni stampa. Crea interviste agli artisti con giornalisti anche televisivi, manifestazioni, intermediazioni culturali tra Enti Pubblici e Artisti. Ha fondato nel 2011 il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza orientata ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace, testimoniando così la continua elevazione dell’Umanità attraverso l’operosità e la cultura. La natura del Premio Arte Pentafoglio e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. È dotato dell'immagine del Myosotis, fiore a cinque petali conosciuto come “Non ti scordar di me”. Si fregia della Bandiera Italiana.