La Fondazione Opera Don Pippo accoglie circa 60 persone con disabilità; persone che frequentano il nostro Centro Diurno dal lunedì al venerdì, persone che abitano il nostro Centro Residenziale e i nostri Gruppi Appartamento durante tutta la settimana e persone che sono impegnate nei nostri progetti. A queste si aggiungono 40 dipendenti, 30 volontari di varie tipologie (volontari in servizio europeo, volontari in servizio civile e volontari amici) e diverse persone che afferiscono per i vari motivi (tecnici, familiari, ecc.). Quindi una grande struttura che vede entrare ed uscire giornalmente innumerevoli persone che con la loro presenza animano le nostre giornate.
Ci siamo accorti però che questa entrata ed uscita non sempre è agevolata dalle nostre porte, che sono sì grandi e sì apribili, ma che non sono automatizzate; quindi chi ha una difficoltà motoria deve sempre essere aiutato per aprire e chiudere le porte. In una realtà come la nostra dove le barriere architettoniche non dovrebbero esserci, le nostre porte, a volte, fanno da barriere per le nostre persone.
Allora la Don Pippo ha deciso di investire nella promozione dell’abbattimento delle barriere e nella maggiore autonomia delle persone che la frequentano. Abbiamo ordinato due porte automatizzate, una per il Centro Diurno ed una per il Centro Residenziale che entro Natale ci verranno montate. Perchè allora scrivere questo articolo?
Per chiedere una mano a tutti voi per farci realizzare questo cambiamento. Per riconoscere che qualche volta si può sbagliare e pensando di aver costruito una struttura con nessun problema, invece i problemi li causiamo noi.
Però c’è sempre tempo per rimediare, ma per fare questo, come sempre ci vogliono molti soldi. La spesa prevista è di 15.000 euro per entrambe le porte.
Pensate a noi per i vostri prossimi regali di natale e concedete a tutte le persone della Don Pippo di poter entrare ed uscire in completa autonomia senza dover chiedere a nessuno. Poi se volete venite a trovarci per vederle realizzate e per vedere come le difficoltà, alcune volte, possono essere superate da “semplici” accorgimenti strutturali.
Katia Liverani