Un durissimo attacco alle scelte dell’Amministrazione comunale di Forlì e una ferma presa di posizione a tutela della salute pubblica e della sicurezza del territorio. Il Comitato del Basso Forese interviene con una nota ufficiale per denunciare la pesante concentrazione di impianti energetici e industriali che si sta delineando nella frazione di Durazzanino.
Secondo il comitato, la tutela dei cittadini dovrebbe rappresentare la priorità assoluta di chi governa la città, mentre le ultime decisioni della Giunta starebbero delineando uno scenario opposto. Sul tavolo ci sono decisioni già formalizzate e progetti futuri: dall’ampliamento dell’impianto di biometano fino a quattro milioni di metri cubi all’anno, all’ipotesi di installazione di un imponente sistema di accumulo elettrochimico (BESS) da 120 megawatt.
A questo quadro, ricordano i residenti, si aggiunge la proposta avanzata nei mesi scorsi in Consiglio comunale per candidare proprio l’area di Durazzanino – a ridosso dell’ex campo rom e del sito di stoccaggio dei fanghi alluvionali – per la nuova centrale di conversione di Terna legata alla dorsale adriatica.
La preoccupazione principale riguarda il rischio derivante dalla vicinanza tra infrastrutture di questa portata, collocate a poca distanza da strutture sensibili come la comunità locale per anziani e su un terreno fragile, già fortemente segnato dalle alluvioni.
Nel mirino del comitato c’è anche il confronto con le Amministrazioni vicine: viene citato l’esempio del Comune di Ravenna, che si è opposto con fermezza alla realizzazione della stazione Terna a San Pietro in Campiano per tutelare la propria comunità. L’Amministrazione di Forlì, al contrario, viene accusata di aver scelto la via del silenzio, trasformando di fatto una frazione di campagna nel punto di stoccaggio energetico dell’intera provincia.
“La tutela del territorio non si fa con la compiacenza, ma con il coraggio politico di dire dei ‘no’ fermi e netti – conclude la nota del Comitato del Basso Forese – perché le persone dovrebbero venire sempre prima degli interessi economici“.