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«Abolire Predappio»: la proposta di Parenzo scatena lo scontro con Minutillo a Radio 24

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 7 ottobre 2026
«Abolire Predappio»: la proposta di Parenzo scatena lo scontro con Minutillo a Radio 24

Il nome di Predappio e il suo legame con la storia del Novecento tornano a far discutere a livello nazionale. Ieri sera, 6 ottobre, ai microfoni de La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, il Comune del Forlivese è finito al centro di un acceso confronto tra lo stesso Parenzo e l’avvocato Francesco Minutillo, componente dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale Vannacci, ospite in studio.

A lanciare l’argomento è stato Cruciani, che ha riferito la posizione del collega: Parenzo vorrebbe cambiare il nome a Predappio, anzi «abolirlo». Il conduttore ha poi spiegato la propria idea, parlando della necessità di «ribrandizzare» la cittadina e darle una nuova immagine, perché a suo giudizio non è accettabile che questo piccolo centro dell’Emilia-Romagna sia associato alla custodia della salma di un dittatore che per vent’anni ha tenuto sotto scacco il Paese con leggi liberticide. Parenzo ha precisato di sostenere la proposta anche «per la città».

Netta la replica di Minutillo, che ha paragonato l’idea di cambiare nome a Predappio all’illusione di chi pretende di svuotare il mare con un secchio. «La storia non si cambia, la storia è quella», ha detto, definendo il progetto una semplice idea di distruzione. Al termine della trasmissione l’avvocato ha commentato l’accaduto: lo scambio, a suo avviso, dimostra come Predappio abbia un rilievo che va ben oltre i confini della Romagna. Se identità, storia e perfino il nome del paese vengono discussi in una delle trasmissioni radiofoniche più seguite e controverse del panorama nazionale, ha osservato, significa che Predappio continua a rappresentare qualcosa nella memoria pubblica italiana. Minutillo ha quindi invitato il sindaco Roberto Canali a condannare e stigmatizzare l’ipotesi, che considera offensiva per i predappiesi, orgogliosi del proprio paese e del proprio patrimonio storico e culturale, di cui non avrebbero nulla da vergognarsi.

Secondo l’esponente di Futuro Nazionale, proprio questa centralità rende ancora meno comprensibile l’idea di intervenire sul nome. Si può avere qualunque giudizio su fascismo e Mussolini, discuterne, criticarli e condannarli sul piano storico o politico, ha spiegato, ma altra cosa è pensare di risolvere il rapporto con il passato cancellando nomi, rimuovendo luoghi o tentando un «rebranding». Predappio è conosciuta in Italia e nel mondo perché è uno dei luoghi in cui una parte della storia nazionale del Novecento si è materialmente svolta, e cambiarle nome, ha sottolineato, significherebbe confondere la memoria con la rimozione.

Per Minutillo il tema ha anche una valenza più generale: la storia, ha affermato, non appartiene soltanto a chi la approva ma anche a chi la critica e la studia, e non può essere riscritta eliminando le parole sgradite nel presente. Predappio, a suo dire, non ha bisogno di essere cancellata né «ribrandizzata», ma di essere valorizzata, conosciuta, studiata e affrontata per ciò che rappresenta davvero nella storia italiana.

Nel concludere, Minutillo ha ricordato che è proprio nei luoghi di confronto più duro, come La Zanzara, che occorre avere il coraggio di sostenere le proprie idee senza complessi. Il fatto che ancora oggi, nel 2026, si possa pensare di risolvere il «problema Predappio» cambiandole il nome, ha concluso, dimostra che il rapporto dell’Italia con la propria storia è tutt’altro che pacificato.

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