Un momento di memoria condivisa si è trasformato ieri in un’occasione di confidenza personale per il vicesindaco di Forlì Vincenzo Bongiorno, che ha rivelato di doversi sottoporre a breve a un intervento chirurgico per una patologia oncologica scoperta di recente.
L’annuncio è arrivato nel contesto delle celebrazioni per il settimo anniversario della beatificazione, nel Duomo di Forlì, di Benedetta Bianchi Porro, nata a Dovadola l’8 agosto 1936, di cui quest’anno ricorre anche il 90° anniversario della nascita. Ieri domenica 13 settembre l’Amministrazione ha inaugurato una targa commemorativa dedicata alla giovane, per ricordarne la testimonianza nell’affrontare una grave malattia “con amore per la vita, fede e speranza, per sé e per gli altri“.
La targa è stata collocata accanto alla Basilica di San Pellegrino Laziosi, patrono della città e venerato come protettore dei malati oncologici. Non casuale la scelta della collocazione, in piazza Giovanni Battista Morgagni, il celebre medico forlivese vissuto tra il 1682 e il 1771: Benedetta era infatti laureanda in Medicina.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, Emanuela Bianchi Porro, sorella di Benedetta, il vicario generale della Diocesi di Forlì-Bertinoro monsignor Enrico Casadei Garofani, il direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali don Giovanni Amati, i religiosi del Convento forlivese dei Servi di Maria padre Rey e padre Arnel, l’ex sindaco di Dovadola Gabriele Zelli e l’ex vicesindaco di Forlì Giancarlo Biserna, con cui lo stesso Bongiorno aveva ideato le Giornate Pellegriniane.
“Sono onorato di aver rappresentato la Città in un momento tanto significativo, che conferma Forlì crocevia nel dialogo tra scienza e fede“, ha dichiarato il vicesindaco, per poi aggiungere che l’iniziativa ha rappresentato per lui “un grande dono anche dal punto di vista personale“, proprio alla vigilia dell’intervento a cui dovrà sottoporsi.
Bongiorno, 47 anni, ha spiegato che si tratta della terza esperienza di questo tipo nella sua vita, dopo due tumori affrontati a 2 e a 15 anni. “Con serenità e determinazione affronterò anche questo, grazie al sostegno della famiglia e di tantissime persone care“, ha detto, motivando la scelta di rendere pubblica la propria vicenda con la convinzione che “la fragilità di ciascuno di noi, come quella di una momentanea malattia, non sia da censurare, ma possa essere occasione di crescita personale e comunitaria“. Il vicesindaco ha infine rivolto un pensiero a chi è alle prese con malattie più gravi o di lunga durata, “con un fortissimo abbraccio“.