Torna al centro del dibattito politico regionale il futuro dell’Irst Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola. A sollevare nuovamente la questione in Assemblea Legislativa è Luca Pestelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di trasferimento del laboratorio di diagnostica dalla storica sede meldolese all’hub di Pievesestina, misura prospettata da Regione Emilia-Romagna, Ausl e vertici dell’istituto.
Secondo Pestelli, le promesse di un percorso condiviso sarebbero rimaste disattese: «Nessuna rassicurazione è pervenuta finora e il personale non è stato interpellato in modo adeguato», sottolinea il consigliere. Il timore principale riguarda l’impatto operativo e scientifico del trasloco: «Gli spazi di Pievesestina sono davvero in grado di garantire la piena operatività? La separazione fisica tra il settore della ricerca e quello della diagnostica rischia di danneggiare standard qualitativi costruiti in anni di lavoro. Risultati certificati anche a livello internazionale con il riconoscimento ISO 15189, che attesta competenze e affidabilità elevatissime».
Di fronte alle rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, che in aula ha ribadito l’intenzione di consolidare il ruolo dell’Irst all’interno della rete oncologica integrata romagnola, il rappresentante di Fratelli d’Italia mantiene un atteggiamento critico e vigile.
«Mi auguro che alle parole seguano fatti concreti – conclude Pestelli –. Continuerò a battermi affinché l’Irst non venga ridimensionato. Non parliamo solo di un presidio sanitario fondamentale, ma di un’eccellenza nella ricerca e nell’innovazione oncologica a beneficio di tutta la comunità. L’istituto di Meldola deve rimanere un punto di riferimento insostituibile, non una realtà penalizzata da presunte criticità organizzative».