Quattordici anni di musica capace di attraversare confini, lingue e culture arrivano al loro epilogo a Forlì, dove No.Vi.Art ha scelto di concludere il progetto “La musica, un ponte fra i popoli” non con un addio, ma con tre concerti pensati come l’apertura di una nuova fase. Dal 2013 l’associazione condivide con la città le emozioni e i valori di un percorso che ha coinvolto giovani musicisti e scuole di musica di undici paesi europei, dai Balcani al Mediterraneo: Slovenia, Croazia, Romania, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Spagna, Grecia, Kosovo, Montenegro, Nord Macedonia e Italia.
L’idea alla base del progetto è sempre stata semplice quanto potente: usare la musica per avvicinare persone provenienti da realtà diverse, trasformando concerti e scambi in occasioni di incontro e amicizia. Per questo capitolo conclusivo No.Vi.Art ha scelto di invitare nuovamente a Forlì il Kosovo, il paese da cui tutto ebbe inizio nel 2013, un ritorno dal forte valore simbolico soprattutto alla luce delle tensioni che ancora attraversano l’area balcanica.
Il programma si apre sabato 26 settembre alle ore 11,30 all’Auditorium di San Giacomo di Forlì con il concerto della Giovane Orchestra Paneuropea, che unisce la Giovane Orchestra della Fondazione Musicale “A. Masini” di Forlì, diretta dal maestro Fausto Fiorentini, agli studenti delle scuole di musica kosovare di Pejë, Prizren, Prishtinë, Gjakova, Ferizaj e Gjilan. La stessa formazione si esibirà una seconda volta sabato alle ore 21,00 alla Fabbrica delle Candele, mentre domenica 27 settembre, sempre alle ore 21,00 e sempre alla Fabbrica delle Candele, sarà la volta dell’Orchestra della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, diretta da Davide Castiglia, in collaborazione con gli amici della scuola che hanno accompagnato No.Vi.Art lungo tutti questi anni.
Tra i tre appuntamenti quello della Giovane Orchestra Paneuropea ha un peso particolare: nel 2013 la Giovane Orchestra della Fondazione Masini partecipò a uno scambio a Prizren con l’Orchestra Ë Rinjsë della Scuola di musica “Lorenc Antoni”, un incontro da cui nacque un percorso che negli anni avrebbe coinvolto centinaia di giovani musicisti e decine di scuole. L’esibizione a Forlì dei musicisti kosovari insieme ai ragazzi della Fondazione Masini rappresenta quindi un vero e proprio ritorno al punto di partenza. Il viaggio avrebbe dovuto proseguire in Kosovo, con un concerto alla base Nato di Prishtina su invito di Kfor, ma per motivi economici la tournée non potrà essere realizzata nel 2026 ed è stata rinviata al 2027.
In quattordici anni “La musica, un ponte fra i popoli” ha attraversato paesi, lingue, culture, religioni e storie differenti, dimostrando come un’orchestra possa trasformarsi in un vero e proprio esperimento sociale, uno spazio in cui le differenze diventano occasione di incontro anziché ostacolo. I tre concerti di settembre chiudono questa esperienza senza cancellarne l’eredità: restano le amicizie, le collaborazioni, i ricordi e, soprattutto, l’idea che la musica possa continuare a costruire ponti tra persone, culture e popoli.