statistiche siti
venerdì 28 agosto 2026
Logo
Forlì

Tensione sulle batterie di accumulo a Poggio e Malmissole: pronto il ricorso al TAR e in Procura

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 28 agosto 2026
Tensione sulle batterie di accumulo a Poggio e Malmissole: pronto il ricorso al TAR e in Procura

Si alza il livello dello scontro sulla realizzazione di un impianto di accumulo elettrochimico (BESS) da 100 MW nella frazione di Malmissole di Forlì, promosso dalla società RNE19. Il comitato cittadino di Poggio, Malmissole e Durazzanino, guidato dal presidente Loris Reggiani e affiancato da un team di tecnici e periti, ha depositato ad Arpae, al Comune di Forlì e agli altri enti della Conferenza dei Servizi un articolato Atto Unico di Opposizione Tecnica e Legale con cui si richiede il diniego definitivo e l’archiviazione del procedimento. Al centro del documento figurano contestazioni di natura idrogeologica, sismica, antincendio e ambientale, affiancate dalla denuncia di presunte incongruenze formali e da un forte timore per le ripercussioni economiche e sanitarie sul territorio.

Secondo l’analisi condotta dal comitato, l’intervento presenterebbe diverse criticità strutturali, a partire dalla classificazione dell’area come “di potenziale allagamento” ai sensi del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) e da valori di sicurezza alla liquefazione del suolo inferiori alle soglie previste, elementi per i quali si sollecita un riesame da parte del Servizio Geologico e del Genio Civile regionale.

L’atto evidenzia inoltre lacune nel progetto antincendio e nella gestione dei parametri acustici, contestando l’assenza di valutazioni dell’impatto cumulativo con gli altri impianti industriali presenti nella zona — come le stazioni elettriche e le strutture a biogas — e sostenendo la necessità della Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). I cittadini lamentano anche l’inadeguatezza della viabilità d’accesso per i mezzi pesanti, la mancata mappatura delle fasce di rispetto elettromagnetico lungo i cavidotti e l’assenza di un piano specifico per la dismissione e lo smaltimento dei moduli a fine vita.

A completare la protesta vi è poi il capitolo legato all’impatto sul patrimonio immobiliare locale. Il comitato parla di un possibile “sviamento di potere”, sottolineando come la costruzione di barriere industriali alte fino a cinque metri a ridosso dei centri abitati rischierebbe di azzerare il valore di mercato delle abitazioni private, favorendo gli interessi speculativi di un fondo d’investimento estero a scapito dei residenti.

Il presidente Loris Reggiani ha ribadito che la contestazione non è rivolta alla transizione energetica in sé, bensì alle modalità attuative del singolo progetto, qualificato come un elaborato affetto da vizi di forma e imprecisioni. I promotori dell’iniziativa hanno infine annunciato la volontà di proseguire la battaglia per vie legali, dichiarandosi pronti a impugnare un’eventuale autorizzazione davanti al TAR e a presentare un formale esposto presso la Procura della Repubblica di Forlì.

L'autore

Staff 4live
Staff 4live

Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

Newsletter 4live

Rimani aggiornato con le ultime notizie da Forlì e provincia.

Articoli correlati