Ripensare l’assistenza agli anziani alla luce dell’invecchiamento della popolazione, rafforzando le RSA per le situazioni di non autosufficienza ma investendo allo stesso tempo sull’assistenza domiciliare e sul sostegno alle famiglie. È la proposta avanzata dalla deputata forlivese di Forza Italia Rosaria Tassinari, che prende spunto dal dibattito aperto in Piemonte e dalle politiche avviate anche in Veneto per sollecitare un cambio di passo in Emilia-Romagna.
Secondo Tassinari, la Regione, che storicamente ha rappresentato un modello nelle politiche sociali e sociosanitarie, oggi rischierebbe di essere troppo legata a modelli assistenziali tradizionali. Al contrario, Piemonte e Veneto, entrambe amministrate dal centrodestra, starebbero sperimentando un approccio maggiormente orientato all’integrazione tra assistenza residenziale e domiciliare.
«Il progressivo invecchiamento della popolazione ci impone di ripensare il sistema – sostiene Tassinari –. È particolarmente significativo che Piemonte e Veneto stiano lavorando nella stessa direzione: superare una visione nella quale la risposta alla non autosufficienza sia affidata esclusivamente alle strutture residenziali o, all’opposto, esclusivamente alla famiglia».
La deputata propone quindi un sistema nel quale le diverse forme di assistenza possano convivere: RSA, assistenza domiciliare, caregiver, telemedicina e servizi di prossimità, calibrando gli interventi sulle condizioni della singola persona. Le RSA, sottolinea Tassinari, non dovrebbero essere considerate un modello da superare, ma una componente essenziale della rete assistenziale. «Restano fondamentali e devono essere sostenute e rafforzate – afferma – perché esistono condizioni di non autosufficienza nelle quali l’assistenza residenziale è indispensabile».
Parallelamente, però, l’obiettivo dovrebbe essere quello di consentire agli anziani che ne hanno le condizioni di rimanere nella propria abitazione, mantenendo il più a lungo possibile il rapporto con il proprio ambiente e con la rete familiare. È proprio su questo punto che Tassinari concentra il confronto con l’Emilia-Romagna. «Proprio perché la nostra Regione ha una storia importante nelle politiche sociali e sociosanitarie, dovrebbe avere la capacità di anticipare il cambiamento – sostiene –. Invece oggi sembra bloccata nel ripensare complessivamente il sistema».
Nel ragionamento della parlamentare entra anche il ruolo dei familiari che si fanno carico dell’assistenza. Tassinari richiama infatti il tema dei caregiver, sostenendo che il sostegno alle famiglie debba diventare parte integrante delle politiche pubbliche rivolte alla popolazione anziana.
Un’impostazione che la deputata collega anche al principio di sussidiarietà e al ruolo dei cattolici impegnati nelle istituzioni. «Essere cattolici in politica significa anche mettere concretamente la famiglia al centro delle politiche pubbliche – afferma –. Significa aiutare le famiglie quando devono prendersi cura di un genitore o di un nonno anziano, dando loro servizi, assistenza domiciliare e sostegno affinché questa scelta non diventi un sacrificio insostenibile».
La proposta, nelle intenzioni di Tassinari, non riguarda dunque soltanto l’organizzazione delle RSA, ma un ripensamento complessivo della presa in carico della persona anziana. L’obiettivo è passare, spiega, «dalla logica della singola prestazione alla presa in carico della persona». Un modello nel quale la struttura residenziale rappresenti la risposta necessaria quando l’assistenza a domicilio non è sufficiente, mentre negli altri casi siano rafforzati i servizi territoriali e il sostegno alle famiglie.
«Piemonte e Veneto stanno indicando una strada che merita di essere approfondita anche a livello nazionale e che l’Emilia-Romagna dovrebbe avere il coraggio di percorrere – conclude Tassinari -. Dobbiamo passare dalla logica della singola prestazione alla presa in carico della persona: RSA quando necessaria, assistenza a casa quando possibile, sostegno ai caregiver e servizi territoriali».