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Non solo turismo: così la filiera della cultura muove l’economia della Romagna

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 12 agosto 2026
Non solo turismo: così la filiera della cultura muove l’economia della Romagna

Il settore culturale e creativo si conferma un pilastro fondamentale e dinamico per l’economia della Romagna, registrando numeri in costante espansione sia sul fronte della ricchezza prodotta sia su quello dell’occupazione. A tracciare la fotografia del comparto per l’anno 2025 è l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola, elaborato dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna sulla base di dati Unioncamere e Istituto Tagliacarne. L’analisi evidenzia come nell’area compresa tra le province di Forlì-Cesena e Rimini il sistema produttivo culturale e creativo abbia generato un valore aggiunto complessivo pari a 1,1 miliardi di euro, potendo contare su una filiera strutturata di quasi quattromila imprese e ben 17.600 lavoratori.

A comporre l’ossatura del cosiddetto “nucleo cultura” – ovvero l’insieme delle attività direttamente riconducibili alla produzione culturale – sono 3.876 aziende, in aumento dello 0,5% rispetto al 2024. Si tratta di una crescita leggermente superiore alla media regionale dell’Emilia-Romagna (+0,3%), sebbene più contenuta rispetto al dato nazionale (+1,2%). Esaminando la struttura del tessuto imprenditoriale romagnolo, oltre la metà del totale (il 52,7%) fa capo ai servizi professionali come architettura, design e comunicazione.

Seguono con il 34,8% le aziende specializzate nella produzione di beni e servizi culturali riproducibili, dall’editoria e stampa al settore audiovisivo, fino al software e ai videogiochi. Una quota pari al 12,4% è rappresentata dalle arti visive e performative, come gli spettacoli dal vivo, mentre lo 0,1% delle attività si dedica alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Il segnale più incoraggiante arriva dal mercato del lavoro, dove il settore mostra un’eccellente vitalità. I 17.600 occupati complessivi segnano un incremento del 2,5% su base annua. Nel dettaglio, 11.600 persone lavorano direttamente all’interno delle aziende culturali (+1,9%), mentre altre 6.000 sono impiegate nelle cosiddette “embedded creatives”, ossia aziende operanti in settori tradizionali ma che integrano competenze e contenuti creativi per accrescere il valore dei propri prodotti, un segmento che da solo ha fatto registrare un balzo del 3,9%.

Dal punto di vista della ricchezza generata, l’1,1 miliardo di euro stimato rappresenta un incremento tendenziale del 4,4% rispetto all’anno precedente. In questo quadro, il valore aggiunto delle imprese culturali pure è cresciuto del 3,0% raggiungendo i 0,7 miliardi, mentre l’apporto delle attività creative integrate nelle altre filiere è salito del 7,1%, attestandosi a 0,4 miliardi di euro.

Nonostante l’evidente spinta espansiva, emerge tuttavia un margine di crescita strutturale nei confronti delle medie di contesto: l’incidenza della ricchezza generata dal comparto sul totale dell’economia locale si attesta infatti al 4,10%, una percentuale inferiore sia alla media dell’Emilia-Romagna (5,42%) sia a quella italiana (5,70%). Analogamente, l’incidenza degli occupati del settore sul totale dei lavoratori si ferma al 4,90%, a fronte del 5,88% regionale e del 5,74% nazionale.

Focalizzando l’attenzione sul territorio di Forlì-Cesena, il quadro locale riflette una tendenza ancor più dinamica sul piano dell’impiego e della ricchezza. Nella provincia forlivese e cesenate si contano 1.901 imprese culturali (+0,3%), con un’articolazione interna del tutto simile al trend di comprensorio: oltre la metà opera nei servizi (51,9%), il 36,0% nei beni riproducibili e il 12,0% nello spettacolo e arte dal vivo. L’occupazione provinciale nel comparto raggiunge i 9.400 addetti, in crescita del 4,3% trainata soprattutto dal boom delle professioni creative integrate (+5,8%).

Questa performance posiziona Forlì-Cesena al 43° posto nella classifica nazionale delle 107 province italiane per incidenza di lavoratori culturali e al 7° posto su scala regionale. Per quanto concerne il valore aggiunto prodotte nel territorio provinciale, questo ammonta a 0,6 miliardi di euro, con un’accelerazione annuale del 6,7%, sostenuta dal +10,4% delle attività creative applicate all’industria.

Ciononostante, il peso della ricchezza culturale sul totale provinciale (3,84%) colloca la provincia di Forlì-Cesena al 57° posto a livello nazionale e all’ultimo posto nella graduatoria regionale, confermando come, a fronte di un sistema vivace e in solida crescita, vi siano ancora ampi margini per valorizzare appieno l’impatto della cultura sul tessuto economico locale.

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Staff 4live
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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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