Italia Viva Forlì sostiene la proposta di associare Ravenna al nome dell’aeroporto Ridolfi di Forlì. «È una proposta che condividiamo e che va esattamente nella direzione che sosteniamo da tempo: quella di una Romagna capace di ragionare come un unico sistema, valorizzando le peculiarità delle singole città ma superando confini e contrapposizioni che oggi non hanno più alcun senso», dichiara Leonardo Gallozzi, presidente territoriale di Italia Viva Forlì e consigliere comunale.
Il partito renziano sottolinea che la crescita dello scalo forlivese non deve essere letta in contrapposizione con gli altri territori, ma come opportunità per costruire un sistema integrato. «Lo abbiamo sostenuto anche poche settimane fa parlando proprio del futuro del Ridolfi», prosegue Gallozzi. Forlì e Ravenna vengono definite «due territori naturalmente complementari».
Da una parte l’aeroporto e un polo aeronautico e tecnologico di grande valore; dall’altra una città nota in tutto il mondo per il patrimonio storico e culturale, un porto strategico, il terminal crocieristico e un sistema turistico che interessa l’intera costa. Mettere maggiormente in connessione queste realtà, secondo Italia Viva, significa moltiplicarne le opportunità. La proposta sul nome dello scalo, sottolineano i demoziani, non deve rappresentare un punto di arrivo, ma l’inizio di una collaborazione ancora più strutturata tra Forlì, Ravenna e gli altri territori romagnoli, a partire dalle infrastrutture e dai collegamenti .
«I campanilismi lasciamoli allo sport, dove servono anche a creare un po’ di sana rivalità. In politica, quando diventano un ostacolo alla collaborazione tra territori vicini, sono semplicemente inutili e dannosi», concludono i rappresentanti di Italia Viva Forlì. La sfida dei prossimi anni, avvertono, non sarà stabilire se sia più importante Forlì, Ravenna, Cesena o Rimini, ma capire se la Romagna sarà finalmente capace di presentarsi insieme e competere con territori molto più grandi.
La Romagna è descritta come una realtà policentrica: nessuna delle città può affrontare da sola le grandi sfide infrastrutturali, economiche e turistiche. Serve una simbiosi tra Forlì, Ravenna, Cesena, Rimini e gli altri centri, mettendo in rete aeroporti, porto, ferrovia, università, imprese, turismo e formazione. «Per questo diciamo sì alla proposta Forlì-Ravenna. Non perché Forlì debba rinunciare alla propria identità, ma per la ragione opposta: perché un territorio sicuro della propria identità non ha paura di collaborare con i propri vicini. E perché un Ridolfi più forte e più attrattivo è un vantaggio per Forlì e per tutta la Romagna».