Sono passati 82 anni, ma il ricordo di quella tragica giornata è ancora legato ai lampioni di piazza Saffi. Nella mattinata di oggi, martedì 18 agosto, Forlì ha commemorato Adriano Casadei, Silvio Corbari, Arturo Spazzoli, Tonino Spazzoli e Iris Versari, i cinque partigiani uccisi nell’agosto del 1944 dalle forze nazifasciste.
Le celebrazioni si sono aperte fin dalle prime ore del mattino con la deposizione di due corone commemorative ai lampioni di piazza Saffi, gli stessi ai quali furono appesi i corpi di Casadei, Corbari, Arturo Spazzoli e Iris Versari dopo la loro cattura.
Alla cerimonia hanno partecipato il Comune di Forlì, i familiari dei martiri, Anpi, Fiap e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena. Presenti anche il vicesindaco Vincenzo Bongiorno, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, la vicepresidente del Consiglio comunale e il Gonfalone della città.
La vicenda risale al 18 agosto 1944, quando il gruppo partigiano venne catturato a Ca’ Cornio, sulle colline di Modigliana. Adriano Casadei, Silvio Corbari, Arturo Spazzoli e Iris Versari furono uccisi e i loro corpi trasferiti a Forlì, dove vennero esposti in piazza Saffi, appesi ai lampioni come macabro monito alla popolazione.
Diversa, ma altrettanto drammatica, fu la sorte di Tonino Spazzoli, fratello di Arturo. Dopo essere stato torturato in carcere, venne condotto in piazza Saffi e costretto ad assistere all’esposizione dei corpi dei compagni e del fratello. Il giorno successivo, il 19 agosto, fu portato a Coccolia, dove viveva la sua famiglia, e lì venne ucciso. Una storia che ancora oggi viene ricordata nel cuore della città come uno degli episodi più tragici della Resistenza forlivese.
«È importante e doveroso fare memoria di queste pagine della nostra storia, seppur così crudeli e dolorose» ha sottolineato il vicesindaco Vincenzo Bongiorno. Il loro sacrificio, ha aggiunto, deve rappresentare «motivo di costante impegno per promuovere e praticare, nel quotidiano, i valori affermati nella nostra Costituzione, all’insegna di pace, libertà e democrazia, contro ogni forma di violenza, dittatura e autoritarismo».
Il significato della commemorazione è stato affidato anche alle parole di Aldo Spallicci, incise sulla lapide collocata sulla facciata del Municipio di Forlì e ricordate da Lodovico Zanetti, presidente dell’Anpi di Forlì, Tonino Spazzoli, presidente della Fiap, e Ines Briganti, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza.
«Fra tirannia e libertà, fra dittatura e popolo stanno pietra di confine le forche dei martiri Silvio Corbari, Iris Versari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli», recita la lapide, ricordando il sacrificio dei quattro partigiani e, idealmente, anche quello di Tonino Spazzoli.
Le commemorazioni proseguiranno domani mercoledì 19 agosto, nel giorno dell’uccisione di Tonino Spazzoli. Il Comune di Forlì e il Comune di Ravenna deporranno corone al cippo dedicato al partigiano, collocato in via Ravegnana nei pressi di Coccolia, nel luogo in cui venne ucciso.
Successivamente sarà reso omaggio ai cinque martiri presso le loro tombe nel Cimitero Monumentale di Forlì. Arturo Spazzoli sarà inoltre ricordato alla caserma del 2° GMA dell’Aeronautica Militare di via Solombrini, intitolata alla sua memoria.