Una corona di fiori e un momento di preghiera hanno rinnovato, questa mattina, il ricordo di una delle giornate più tragiche della storia di Forlì. L’Amministrazione comunale ha deposto una corona commemorativa davanti alla targa dedicata alle vittime del bombardamento alleato di piazza Saffi, nei pressi del palazzo delle Poste.
Alle ore 8,30, in rappresentanza della città, il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e il parroco del Centro storico, si sono raccolti con alcuni fedeli all’interno della Cappella Ferri. Qui sono riportati, nome per nome, tutti coloro che persero la vita in quel raid. È stato ricordato anche monsignor Giuseppe Prati, il popolare “don Pippo”, parroco dell’epoca, che trascorse l’intera giornata a raccogliere i resti delle vittime per dar loro sepoltura in una fossa comune al cimitero monumentale.
Era venerdì 25 agosto 1944, giorno di mercato. Piazza Saffi era affollata quando, poco dopo le ore 9,00 gli aerei comparvero sul cielo della città. L’obiettivo dichiarato era la stazione ferroviaria e i raccordi utilizzati dalle forze tedesche. Una formazione di bombardieri sudafricani sganciò tuttavia numerosi ordigni che colpirono anche il centro storico, investendo la piazza e le vie circostanti.
Il bilancio fu pesantissimo: numerosi civili uccisi e centinaia di feriti. Particolarmente devastante risultò l’impatto sul sagrato dell’Abbazia di San Mercuriale, dove molte persone avevano cercato rifugio. Diversi palazzi del centro storico subirono gravi danni. Anche il monumento ad Aurelio Saffi venne seriamente danneggiato da una bomba rimasta inesplosa: fu rimosso, custodito in un deposito comunale e ricollocato in piazza solo nel 1961.
Ancora oggi, sulle strutture dell’Abbazia di San Mercuriale e sulle facciate di alcuni edifici circostanti, restano visibili i segni di quella devastazione. «Ricordare il 25 agosto 1944 significa rendere omaggio alle vittime, ai feriti e a tutti coloro che furono coinvolti in quella tragedia. Significa soprattutto riaffermare il valore della memoria come strumento di conoscenza e di educazione per essere nel quotidiano costruttori di pace». È questo il pensiero condiviso dal vicesindaco Bongiorno al termine della commemorazione.