È scontro sul nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi Erp a Meldola. Dopo le critiche del gruppo consiliare “Noi Meldolesi”, il Comune interviene per contestare una ricostruzione che definisce parziale e, in alcuni passaggi, fuorviante. Il primo punto riguarda l’origine della modifica. Secondo l’Amministrazione, il nuovo regolamento non nasce da una decisione politica della maggioranza, ma dall’obbligo di adeguarsi a una sentenza della Corte Costituzionale. Un passaggio che ha interessato tutti i Comuni del distretto forlivese, indipendentemente dal loro orientamento politico.
Il regolamento è stato inoltre oggetto di un percorso di confronto con Acer, i sindacati e gli altri Comuni del territorio nell’ambito del Tavolo territoriale di concertazione delle politiche abitative. Ma il nodo dello scontro è soprattutto l’emendamento presentato da “Noi Meldolesi” sull’anzianità di residenza. La minoranza aveva proposto di assegnare un punto in più a chi avesse almeno vent’anni di residenza a Meldola.
La proposta era stata presentata nel Consiglio comunale del 28 luglio. La maggioranza, sottolinea il Comune, non l’ha respinta immediatamente, ma ha chiesto di rinviare discussione e voto per effettuare gli approfondimenti tecnici e giuridici necessari. Il rinvio era stato approvato all’unanimità.
Nei giorni successivi sono state quindi effettuate le verifiche con gli uffici comunali, Acer e il Segretario Generale. L’esito, riferisce l’Amministrazione, è stato negativo: l’introduzione del criterio avrebbe potuto esporre il Comune a ricorsi e contenziosi.
La questione è così tornata in Consiglio comunale l’11 agosto. L’emendamento è stato respinto e il nuovo regolamento Erp è stato approvato. Da qui la replica dell’Amministrazione alle accuse della minoranza. “Dispiace sentir dire che la scelta è politica quando non si ottiene ciò che si chiede”, sostiene il Comune, rivendicando di aver valutato la proposta e di averla respinta sulla base degli approfondimenti effettuati.
L’Amministrazione ricorda infine che l’adeguamento del regolamento alla sentenza della Corte Costituzionale ha riguardato tutti i Comuni del distretto forlivese, anche quelli amministrati da forze politiche diverse. “Abbiamo adempiuto con attenzione e correttezza al nostro dovere”, è la posizione del Comune, “nell’esclusivo interesse e a tutela di tutti i cittadini”.