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Per l’assessora Cintorino fiori d’arancio con la sinistra?

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 18 luglio 2026
Per l’assessora Cintorino fiori d’arancio con la sinistra?

Ma sì, ogni tanto ci vuole anche un po’ di cronaca rosa, impicciandosi così delle vicende private, soprattutto in ambito sentimentale e amoroso, di chi personaggio pubblico di una certa evidenza. Nel caso, di cui mi appresto a trattare, si tratta di lieve cronaca politico-rosa, perlomeno una nota vivacizzante il cielo basso, grigio della tapina politica forlivese.

Davvero gossip ghiotto da leccarsi le orecchie: ripetute voci confermano che l’assessora forlivese Andrea Cintorino stia per convolare a nozze, udite udite!, con la sinistra, nella persona di un esponente e/o dirigente di rilievo del Partito Democratico dell’Umbria. Se così fosse, notizia veramente sorprendente e spiazzante che la nostra assessora, “terrona e candidata con la Lega”, come lei stessa si definì in un’intervista del 2014 per le elezioni regionali in Emila Romagna, possa essersi invaghita, ovviamente ripagata per inevitabile par condicio, del fascino rubacuori di un militante piddino.

Dove solitamente non riesce la politica contrappositiva tra destra leghista e sinistra postcomunista sarebbero, invece, riusciti l’amore, la sintonia intellettuale e la passione dei sensi a folgorare, sulla via di Damasco dell’intesa umana e coniugale, l’assessora Cintorino con il suo principe rosso in ginocchio, nell’atto di porgerle un accattivante ramoscello d’ulivo. Certamente, nel caso in questione, diviene inesorabile il compromesso accomodante della questione leghista celodurista.

L’amore è una cosa meravigliosa, abbatte divisioni e discriminazioni, per questo ha rapito nello stesso abbraccio la terrona leghista e l’alfiere umbro della menagramo Ely Schlein. La voce ripetuta di questi possibili fiori d’arancio mi ha, comunque, smosso con piacevole leggerezza dalla tristezza della politica forlivese durante permanenza di una settimana in città: le mie gole profonde, occhi e orecchie dappertutto, sempre impeccabili “agenti all’Avana”, hanno lavorato bene, pure con dettagli e riscontri.

Se veramente attorno all’assessora Cintorino aleggia profumo di zagara, di fiori d’arancio, simbolo nuziale per eccellenza, beh, allora, non resta che attendere tale fioritura matrimoniale. Auguro umanamente il meglio all’assessora tanto glamour, ora possibile sposa inseparabile nel bene e nel male di un piddino. Nel rispetto della cultura patriarcale italiana, nelle quali affondo le mie radici, da pochi giorni settantacinquenni, vorrei indirizzare un entusiastico “auguri e figli maschi!”, ma forse meglio il politically correct “auguri e figl*”, nel rispetto della cultura woke, cara al PD e, di conseguenza, al potenziale coniuge, futuro compagno di vita di una leghista terrona, come dire di una vampira socia dell’Avis, i donatori del sangue.

Auguri anche a lui, dunque, che se l’è cercata! E adesso cosa mai farà l’assessora Cintorino, già impegnata a disdette della sua quotidianità da single? Lascia e molla tutto nello slancio irrefrenabile di inseguire il travolgente amore in terra d’Umbria oppure con qualche sacrificio, di cui sempre è capace una grande passione, terrà duro sino alla scadenza del suo ruolo in giunta? E’ una domanda che, soprattutto, si pongono taluni capricciosi fondoschiena del centrodestra forlivese, da tempo in stand-by senza seduta, ma pronti a riscaldarsi ai box di partenza per precipitarsi sulla seggiola istituzionale, lasciata vacante dal volo a nozze dell’assessora Cintorino.

Non nascondo come il pettegolezzo da più voci forlivesi che l’assessora leghista spendacciona ai grandi eventi forlivesi possa andare sposa ad un compagno piddino umbro mi consoli che finalmente la stessa nubenda abbia la possibilità di impegnarsi in un importante accadimento della sua vita, esclusivamente a spese proprie e del suo moroso. Certo, all’inizio la vita coniugale non sarà facile, seppur due cuori palpitanti nella medesima capanna.

Quante Bella ciao, quanti 25 Aprile, quante tiritere iettatrici piddine da sopportare amorevolmente per la nostra Cintorino; quante sciocchezze di Salvini, quanti slogan “Prima gli italiani”, quanto rituale pagano e barbaro di leghisti con le corna a Pontida da tollerare con pari sentimento per l’umbro compagno sposino, rapitore di appassionato cuore leghista. Inevitabile la curiosità come mai possa essere la bomboniera e se rossi o verdi i confetti contenuti: non resta che attendere l’ufficialità delle partecipazioni.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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