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«Democrazia congelata a Castrocaro»: il Partito Democratico denuncia l’immobilismo della Giunta

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 18 luglio 2026
«Democrazia congelata a Castrocaro»: il Partito Democratico denuncia l’immobilismo della Giunta

Si accende bruscamente il clima politico nel Comune termale. Il Partito Democratico, per voce del segretario locale Stefano Canonici (nella foto), ha lanciato un durissimo atto d’accusa nei confronti dell’Amministrazione guidata dal sindaco di Castrocaro Terme e Terra Del Sole Francesco Billi, denunciando un prolungato e inaccettabile “silenzio istituzionale” che durerebbe ormai da mesi. Al centro della contestazione vi è il blocco delle convocazioni del Consiglio comunale, fermo alla seduta dello scorso 30 aprile. Un immobilismo che, secondo le opposizioni, non rappresenta soltanto uno sgarbo istituzionale verso le minoranze, ma un vero e proprio congelamento della democrazia locale e delle istanze dell’intera cittadinanza.

L’attacco del Partito Democratico si concentra in particolare sulle modalità comunicative adottate dal primo cittadino. Secondo la nota diffusa da Canonici, a fronte di una drastica riduzione delle sedute consiliari – definite “ridotte al lumicino” – si starebbe assistendo a una proliferazione esponenziale di video informativi e dirette sui canali social del sindaco. Una scelta che il PD non esita a definire precisa e preoccupante: l’accusa è quella di voler deliberatamente evitare il confronto democratico all’interno dell’aula consiliare – unico luogo deputato al dibattito pubblico e al diritto di replica – per rifugiarsi in una comunicazione unilaterale, considerata di parte e priva di contraddittorio.

Attraverso quelli che vengono descritti come “monologhi virtuali“, la maggioranza guidata da Billi viene accusata di selezionare a proprio piacimento i temi da trattare e, soprattutto, le questioni da mettere a tacere. Secondo il segretario dem, questa strategia mediatica servirebbe a omettere volutamente i problemi reali del territorio e a mascherare una totale assenza di proposte concrete e di progetti di sviluppo per la comunità. Mozioni, domande e richieste di chiarimento presentate formalmente dalle opposizioni rimarrebbero così “nei cassetti”, privando i circa 6.500 residenti della dovuta trasparenza e del confronto pubblico sui temi cruciali per il futuro e la manutenzione del territorio.

La critica si sposta poi sul piano politico più ampio, evidenziando come tale atteggiamento non rappresenti un episodio isolato, bensì una sistematica “allergia” alle regole del gioco democratico e un’incapacità cronica di rispondere alle interrogazioni delle minoranze. Evitando la convocazione del Consiglio, la Giunta starebbe fuggendo dalle proprie responsabilità amministrative.

Per il Partito Democratico, l’attività istituzionale non può essere sostituita dai “mi piace” su Facebook. Ribadendo la necessità di un’idea di governo alternativa, fondata sul rispetto delle regole e sull’ascolto dei bisogni reali delle persone, i dem hanno concluso preannunciando tolleranza zero verso una gestione definita opaca e autoreferenziale, e chiedendo con fermezza l’immediata convocazione del Consiglio comunale affinché la Giunta torni a rispondere del proprio operato nelle sedi opportune.

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