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Corte dei Conti approva il Rendiconto 2025 regionale. Ancarani: «Debito ai minimi storici e tempi record nei pagamenti»

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 3 luglio 2026
Corte dei Conti approva il Rendiconto 2025 regionale. Ancarani: «Debito ai minimi storici e tempi record nei pagamenti»

La magistratura contabile ha ufficialmente promosso il bilancio consuntivo dell’Emilia-Romagna relativo all’esercizio 2025. «Un passaggio cruciale che attesta la capacità dell’Amministrazione regionale di traghettare le finanze pubbliche oltre le secche di una congiuntura macroeconomica particolarmente instabile, caratterizzata negli ultimi anni dall’impennata dei costi delle materie prime e dalle forti pressioni inflazionistiche». Secondo quanto espresso da Valentina Ancarani, consigliera regionale del Partito Democratico, la decisione della Corte dei Conti convalida pienamente il percorso di riequilibrio intrapreso, dimostrando come sia possibile salvaguardare il patrimonio degli investimenti locali senza compromettere la tenuta e la solidità dei conti pubblici.

«I pilastri numerici su cui poggia la delibera della magistratura contabile delineano una delle performance più virtuose del panorama amministrativo nazionale. L’Emilia-Romagna ha registrato un saldo positivo finale pari a 270,5 milioni di euro. Sul fronte della sostenibilità del debito, l’amministrazione ha registrato una contrazione dell’indebitamento complessivo superiore ai 350 milioni di euro rispetto ai livelli del 2015, assestando il rapporto tra debito e PIL regionale allo 0,20%: l’indice in assoluto più basso registrato sull’intero territorio italiano» insiste Ancarani. A completare il quadro di efficienza finanziaria si aggiunge la performance sul lato della liquidità e dei rapporti con l’economia reale, con tempi medi di pagamento verso i fornitori ridotti a soli 14 giorni, una tempistica che dimezza la soglia massima dei 30 giorni prescritta dalla normativa vigente e testimonia una macchina burocratica agile e reattiva.

Nonostante il quadro complessivamente positivo, la relazione della Corte dei Conti non manca di evidenziare i fattori di rischio strutturale che continuano a gravare sui bilanci regionali, con particolare riferimento alla spesa sanitaria. Si tratta di un’allerta che la stessa Ancarani invita a recepire con rigore istituzionale, richiamando la necessità di non abbassare la guardia sul rafforzamento della rete assistenziale pubblica. Tuttavia, l’esponente dem sposta l’asse del dibattito verso il livello centrale, evidenziando come l’onere del Servizio sanitario nazionale non possa ricadere esclusivamente sulle spalle delle amministrazioni locali. Viene così invocato un incremento strutturale del fondo sanitario da parte del Governo per compensare l’aggravio dei costi di gestione, affinché le Regioni non siano lasciate sole a sostenere il peso della sanità pubblica.

In conclusione, l’esito della parifica viene letto dalla maggioranza di viale Aldo Moro come una legittimazione politica delle scelte programmatiche compiute dalla Giunta. L’efficienza contabile e la disciplina di bilancio vengono rivendicate non come meri obiettivi geometrici o formali, ma come precondizioni necessarie per l’erogazione dei servizi essenziali. L’obiettivo dichiarato per il prossimo futuro resta quello di convertire la solidità finanziaria certificata dai magistrati in interventi tangibili per il welfare, l’istruzione, le infrastrutture e il supporto operativo ai Comuni, mantenendo fermo il focus sulla risoluzione delle criticità sanitarie ancora aperte.

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