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“Zona di interesse” a Roma

Di Roberto Balzani Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 7 giugno 2026
“Zona di interesse” a Roma

Grazie alla gentilezza dei frati minori della Delegazione di Terra Santa, a conclusione del festival “La Resistente” di via Tasso a Roma, oggi è stato possibile visitare il casino Giustiniani, poi Massimo, perla rurale secentesca incastonato in un quartiere umbertino. I Giustiniani, con un pastiche tipico del tempo, avevano composto, con frammenti classici, un immaginario colosso di Giustiniano, capostipite simbolico, ancora visibile in giardino.

I Massimo, che avevano rilevato la villa ai primi dell’800, avevano incaricato i pittori nazareni (di origine tedesca e nordica) di affrescare il pianterreno con scene tratte dalla Divina Commedia, dall’Orlando Furioso e dalla Gerusalemme Liberata. In quelle sale “infernali” furono allestiti la mensa e lo svago degli ufficiali delle SS che nel 1943-44 gestirono l’adiacente microcosmo concentrazionario e criminale di via Tasso, che incombe ancora sull’esclusivo “paradiso” aristocratico.

Un muro antico rivela la contiguità dei due spazi, come nel ’43. La sensazione è quella suscitata dal film “Zona di interesse”. Solo che a Roma l’effetto è ancora più spiazzante, perché la bellezza del sito è mozzafiato. Certo, pensare che Kappler e Priebke e Schutz abbiano brindato sotto lo sguardo terribile di Minosse e degli altri incubi danteschi, rende la visita unica e inquietante.

Roberto Balzani

L'autore

Roberto Balzani
Roberto Balzani

Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.

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