Un borgo medievale arroccato sulle colline, il profumo dei vigneti, il fascino millenario di una Rocca e, sopra ogni cosa, il suono della libertà: il jazz. Nel cuore delle celebrazioni a Bertinoro per i “100 anni di Ospitalità”, quella nobile tradizione dantesca radicata fin nel Purgatorio e simboleggiata dalla celebre Colonna delle anelle, prende vita la quinta edizione del “Drinkin Jazz Festival 2026”.
Nato dalla coprogettazione tra l’Associazione dai de jazz e l’Amministrazione Comunale di Bertinoro, il festival propone una tre giorni in cui la musica contemporanea si fonde con le radici del territorio. Il culmine della rassegna è atteso per domenica 21 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate, con un programma densissimo che spazia dallo sport all’aria aperta fino ai grandi palcoscenici nazionali.
La mattina: tra sentieri, due ruote e groove
La giornata del solstizio comincia presto e si articola su due percorsi paralleli dedicati agli amanti della natura e dello sport, entrambi con destinazione finale il suggestivo Santuario della Madonna delle Grazie di Casticciano.
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Alle ore 9,30, dal Monumento al Vignaiuolo, partirà il trekking guidato dal naturalista Eddi Bisulli, un viaggio a passo lento nella storia e nella biodiversità bertinorese. Alle ore 10,00, da Piazza della Libertà, toccherà invece ai ciclisti dell’Anomalo Team, pronti a guidare un gruppo di biker tra asfalti e sterrati panoramici.
A fare da ricompensa a camminatori e ciclisti sarà, alle 11,15 nel giardino del Santuario, il concerto dell’Arabella Rustico Duo. Contrabbassista e compositrice giovanissima ma già stella del jazz nazionale (fresca del premio “La Via Femminile al Jazz – Premio Franco Fayenz” ricevuto lo scorso 30 aprile all’Auditorium della Musica di Roma), la Rustico si esibirà al fianco del chitarrista e pianista Francesco Faro. Reduce da collaborazioni pop del calibro di Mario Biondi e Tosca, la musicista proporrà un viaggio sonoro intriso di swing, groove e sfumature sudamericane.
La sera: l’abbraccio intimo di Mario Venuti alla Rocca
Il gran finale della giornata, alle ore 21,00 è affidato alle storiche mura dell’Anfiteatro della Rocca Vescovile, che si accenderanno per la tappa del “Mai come ieri tour” di Mario Venuti, accompagnato sul palco da Tony Canto. Il duo, unito da un’amicizia quarantennale e da un amore viscerale per il Brasile e le sue calde sonorità, porterà in scena un dialogo acustico a due chitarre e due voci. Per Venuti – una carriera solista eccezionale iniziata dopo l’esperienza anni ’80 con i Denovo, impreziosita dal Premio della Critica a Sanremo nel 2004 per Crudele e da storiche firme per grandi interpreti italiani – si tratta di un ritorno alle origini più pure. La scaletta spazierà dai grandi successi del passato fino ai brani del recente e raffinato album “Tra la carne e il cielo” (2024), dove pop, jazz e bossanova si incontrano in un sound elegante e personale.
Il “Drinkin’ Jazz Festival” si conferma così un’esperienza sensoriale completa: tre giorni di interplay e contaminazione artistica da vivere, rigorosamente, con un calice di ottimo vino locale in mano per gustarne appieno il bouquet.