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Grano e olio, la protesta di Coldiretti: “Basta speculazioni sulle produzioni italiane”

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 10 giugno 2026
Grano e olio, la protesta di Coldiretti: “Basta speculazioni sulle produzioni italiane”

Oltre 500 agricoltori di Coldiretti Emilia-Romagna hanno manifestato questa mattina davanti alla Prefettura di Bologna per denunciare la difficile situazione che sta interessando due produzioni simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea: il grano duro e l’olio extravergine d’oliva. Tra i partecipanti anche una delegazione di 50 imprenditori agricoli di Coldiretti Forlì-Cesena guidata dal presidente provinciale Massimiliano Bernabini.

Al centro della mobilitazione il forte calo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, a fronte di costi di produzione sempre più elevati e di prezzi al consumo che continuano a rimanere sostenuti. Una situazione che, secondo Coldiretti, sarebbe aggravata dalle tensioni internazionali e dall’arrivo di importazioni prive di adeguate garanzie di trasparenza, con il rischio di alimentare fenomeni speculativi a danno sia delle imprese agricole sia dei consumatori.

Una delegazione composta dai presidenti provinciali dell’organizzazione, guidata dal presidente regionale Luca Cotti e dal direttore regionale Marco Allaria Olivieri, è stata ricevuta dal prefetto di Bologna Enrico Ricci. Nel corso dell’incontro è stato consegnato un documento contenente le principali criticità del settore e una serie di proposte per contrastare frodi, pratiche commerciali sleali e speculazioni lungo le filiere agroalimentari.

Particolarmente preoccupante, secondo Coldiretti, è la situazione del grano duro. In Emilia-Romagna sono oltre 70 mila gli ettari coltivati a questa produzione strategica per l’economia agricola regionale e per l’intera filiera della pasta italiana. Proprio mentre è in corso la raccolta, il mercato registra forti pressioni sui prezzi che rischiano di penalizzare ulteriormente i produttori.

Sotto osservazione anche il comparto dell’olio extravergine d’oliva, dove le quotazioni risultano in forte diminuzione nonostante l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende agricole. Per l’organizzazione agricola è necessario rafforzare i controlli sull’origine delle materie prime e monitorare con maggiore attenzione le dinamiche commerciali che riguardano il prodotto importato.

«L’agricoltura italiana non può essere lasciata sola di fronte all’azione di trafficanti e speculatori che alterano il mercato, comprimono i prezzi all’origine e mettono a rischio il lavoro delle nostre imprese», ha dichiarato il presidente regionale di Coldiretti Luca Cotti. «Serve un grande patto di trasparenza lungo tutta la filiera per garantire condizioni di concorrenza eque agli agricoltori e consentire ai consumatori di conoscere con certezza l’origine dei prodotti che acquistano».

Tra le richieste avanzate da Coldiretti figura anche l’impiego di nuove tecnologie per contrastare le frodi alimentari e garantire una tracciabilità sempre più efficace. «La mappatura isotopica e la risonanza magnetica consentono di verificare con precisione l’origine dei prodotti e possono rappresentare un valido supporto alle attività di controllo e alle procedure giudiziarie», ha spiegato il direttore regionale Marco Allaria Olivieri.

Nel documento consegnato al prefetto, Coldiretti chiede il rafforzamento dei controlli sull’origine delle produzioni agroalimentari, l’applicazione rigorosa delle norme contro le pratiche commerciali sleali e la vendita sottocosto, un’azione più incisiva contro le frodi e l’introduzione di strumenti innovativi per certificare l’origine dei prodotti.
L’iniziativa di Bologna si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione promossa da Coldiretti in tredici città italiane per sollecitare interventi immediati a tutela delle imprese agricole, della qualità del cibo e della salute dei consumatori.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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