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Forlì

Le associazioni chiedono una presa di posizione chiara sul “Ddl consenso”

Di Staff 4live Leggilo in 5 minuti
Aggiornato: 6 maggio 2026
Le associazioni chiedono una presa di posizione chiara sul “Ddl consenso”

«Come associazioni e realtà firmatarie del presente documento, impegnate da sempre sul territorio forlivese nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, sentiamo la necessità di intervenire pubblicamente nel dibattito in corso in merito alla mozione presentata in Consiglio comunale sul tema della violenza sessuale, a partire da un percorso collettivo già avviato nella nostra città.

Ad oggi la discussione nazionale sul cosiddetto “Ddl consenso”, che mira a modificare l’art. 609-bis del Codice penale, si trova in una fase di forte stallo e accesa polemica. Dopo che la Camera aveva approvato all’unanimità un testo fondato sul consenso libero e attuale, il passaggio in Commissione Giustizia del Senato ha segnato una brusca frenata: la riformulazione proposta ha di fatto sostituito questo riferimento con il concetto di “dissenso” o “volontà contraria”, da valutare nel contesto.

Questo cambiamento ha sollevato critiche diffuse da parte di associazioni, centri antiviolenza e giuristi, che evidenziano il rischio di vittimizzazione secondaria e di indebolimento delle tutele. Il confronto resta aperto proprio sulla definizione stessa del reato, mentre in tutta Italia proseguono mobilitazioni pubbliche che ribadiscono che solo un sì è sì, in linea anche con il contesto europeo che riconosce il consenso come criterio centrale.

Va peraltro rimarcato che lo scorso 28 aprile il Parlamento europeo, con una maggioranza ampia e trasversale, ha approvato una risoluzione che sollecita tutti gli stati membri che ancora non lo hanno fatto a adottare una normativa sulla violenza sessuale coerente con la Convenzione di Istanbul e basata sul principio del consenso.

In questo quadro, il 15 febbraio, come associazioni, realtà sociali e cittadinanza forlivese, ci siamo ritrovate davanti al Centro Donna per un sit-in pubblico, nell’ambito di una mobilitazione nazionale promossa, tra gli altri, dalla rete dei centri antiviolenza D.i.R.e., per affermare con chiarezza un principio non negoziabile: senza consenso è violenza. In quella occasione abbiamo evidenziato come lo spostamento dal consenso al dissenso rischi di produrre conseguenze concrete: riportare sulle persone che subiscono violenza l’onere di dimostrare di essersi opposte, non riconoscere condizioni come paura, shock, immobilità o dissociazione, rendere più difficile il riconoscimento e la denuncia. La violenza sessuale, lo ribadiamo, è un fenomeno strutturale, radicato nelle disuguaglianze e nella cultura, e non può essere ridotto a una questione terminologica.

Torna alla memoria il caso di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, vittime della strage del Circeo del 1975, un passaggio cruciale nel riconoscimento della violenza sessuale come violazione dei diritti della persona, una vicenda giustamente ricordata lo scorso anno, in occasione del cinquantennale, dallo stesso Consiglio comunale forlivese.

È in questo contesto che si inserisce la mozione, che affronta un nodo centrale: la definizione stessa di violenza sessuale e il ruolo del consenso. La mozione, che abbiamo avuto modo di ascoltare nell’ultimo consiglio, evidenzia la necessità che la violenza sia definita in base all’assenza di un consenso libero, esplicito, attuale e revocabile, in coerenza con la Convenzione di Istanbul, e sottolinea che silenzio, paura, immobilità o shock non possono mai essere interpretati come consenso. Richiama inoltre il rischio che un arretramento normativo possa indebolire il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza e scoraggiare le denunce.

Per queste ragioni, ritrovando in questi contenuti temi che hanno unito le nostre realtà plurali, esprimiamo sorpresa e preoccupazione per il fatto che la discussione della mozione sia stata rinviata per ben due volte e rimandata alla Commissione Pari Opportunità, la cui funzione è consultiva e non sostitutiva del confronto e della responsabilità del Consiglio comunale, chiamato a pronunciarsi su una questione i cui termini sono estremamente chiari, così come le posizioni in campo.

Un tema di questa rilevanza, che riguarda diritti fondamentali, autodeterminazione e libertà, pensiamo meriti un’assunzione di responsabilità chiara e condivisa. Siamo convinte che proprio su questi temi sia possibile e necessario un orientamento ampio e trasversale, capace di riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni, dai centri antiviolenza e dalla rete territoriale, e di tradurlo in una presa di posizione esplicita e coerente.

Ci aspettiamo dunque una celere programmazione della discussione in Consiglio comunale, finalizzata all’approvazione della mozione, e un atteggiamento serio, maturo e responsabile da parte di tutte e tutti coloro che ricoprono ruoli istituzionali — consiglieri, giunta, assessori e sindaco — affinché su un tema che riguarda diritti fondamentali, autodeterminazione e libertà di tutte le persone, incluse le soggettività più esposte a discriminazioni e violenze, si esprima una posizione chiara, consapevole e rispettosa dell’impegno della nostra città per il contrasto alla violenza di genere e per le pari opportunità».

Comunicato delle associazioni e realtà firmatarie forlivesi, già aderenti all’evento pubblico del 15 febbraio scorso organizzato dal Tavolo permanente Associazioni contro la violenza alle donne di Forlì

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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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