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ModiglianAttivazione: “È scomparso il 1° maggio?”

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 30 aprile 2026
ModiglianAttivazione: “È scomparso il 1° maggio?”

«Modigliana ha una tradizione sindacale importante. Da qui sono usciti sindacalisti di livello nazionale, presidenti di associazioni, uomini e donne che per i diritti dei lavoratori ci hanno messo la faccia e l’impegno. Questa città il lavoro lo conosce. E sa cosa vuol dire lottare per difenderlo. Qui abbiamo visto aziende chiudere i battenti. Qui ci sono famiglie che hanno conosciuto la chiusura di stabilimenti industriali a Modigliana, la parola “esubero” e le lacrime dei licenziamenti. Proprio per questo, Modigliana il Primo Maggio non può dimenticarlo. Eppure da alcuni anni l’Amministrazione comunale per il 1° Maggio, Festa dei Lavoratori, non organizza nulla. Né un manifesto, né un’iniziativa, né un momento pubblico. Niente. Da anni si appoggia solo a quello che organizzano gli altri» è l’attacco del capogruppo di ModiglianAttivazione Adriano Cheli.

«Quest’anno l’unica proposta sul territorio è un trekking di 11 chilometri organizzato dal CAI Sezione di Faenza, Gruppo Val Tramazzo e dalle confederazioni sindacali. Un’iniziativa certo lodevole, ma non basta. Neanche da parte del sindacato. Perché c’è gente stanca, che di chilometri ne ha fatti abbastanza nella vita e nel lavoro, e che il 1° Maggio vorrebbe festeggiarlo, non solo camminarlo. Sembra quasi che il messaggio sia: se vuoi festeggiare il 1° Maggio, mettiti gli scarponi. Il sindacato deve fare la sua parte nelle piazze, con la gente. Il Primo Maggio è una ricorrenza istituzionale. Tocca al Comune ricordarla. Come hanno sempre fatto le precedenti amministrazioni.
Il Comune forse è troppo impegnato a parlare con il comitato scientifico del Bicentenario di Silvestro Lega, fatto tutto con gente di fuori» insiste Cheli.

«Eppure a Modigliana avevamo persone esperte, con lauree, che hanno già organizzato mostre e scritto libri su Silvestro Lega. C’erano modiglianesi che potevano stare benissimo nel comitato scientifico, dando una mano da modiglianesi, con competenza e amore per questa terra. Se l’incarico fosse stato dato a loro, il Comune sarebbe stato più sollevato: la gente di qui sa bene come organizzare una mostra, le Feste dell’Ottocento, sa come muoversi. Invece, avendo un comitato scientifico tutto di persone al di fuori di Modigliana, il Comune deve tenere rapporti diretti con loro, dare istruzioni su posti, luoghi e cosa fare e non fare. Risultato? Troppo impegnati per le Feste dell’Ottocento, e ci si dimentica del Primo Maggio. Non una piazza, non un comizio, non un ricordo, non un concerto per stare tutti insieme a festeggiare. Il rischio è che il Primo Maggio diventi una cosa per pochi, invece che la Festa di tutti i lavoratori. E allora vengono da farsi due domande: come mai da alcuni anni questa Amministrazione non prevede nulla per il 1° Maggio? E i sindacati pensano davvero che basti delegare un trekking al CAI di Faenza? Se l’amministrazione fosse di un altro colore, dove sarebbero tutti i portabandiera che oggi tacciono? E poi ci accusano di “volerci far vedere”, di “fare protagonismo” di “strumentalizzare”. Ma se ignorate la storia di Modigliana, se cestinate il 1° Maggio, se ignorate i modiglianesi se riduce il 1° Maggio a una camminata, non lamentatevi» conclude Adriano Cheli.

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