Maura Gancitano

Dopo il successo delle prime due serate con Ilaria Gaspari e Veronica Pivetti, arriva l’evento conclusivo di Aspettando Mosto – Autrici in Valle. Lunedì 4 luglio alle ore 21,00 il parco della Resistenza di Santa Sofia ospiterà Maura Gancitano, scrittrice e filosofa tra i fondatori del progetto Tlon, con il suo ultimo saggio “saggio “Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza” (Einaudi).

Un libro in cui l’autrice affronta il mito della bellezza, analizzando come nel corso dei secoli sia mutato il concetto di bello e come questo influenzi la vita delle donne e di tutti coloro che non rientrano in quello che ormai, grazie alla diffusione capillare della pubblicità, è diventato uno standard. Dialoga con l’autrice il giornalista Corrado Ravaioli. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni gradite all’indirizzo: aspettandomosto@gmail.com.

Maura Gancitano è scrittrice e filosofa. Collabora con Radio1, «Vanity Fair», «linus», «Donna Moderna». Ha pubblicato Malefica. Trasformare la rabbia femminile (Tlon 2015) e, insieme ad Andrea Colamedici, Tu non sei Dio. Fenomenologia della spiritualità contemporanea (Tlon 2016), Lezioni di Meraviglia. Viaggi tra filosofia e immaginazione (Tlon 2017), Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (HarperCollins Italia 2019), Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins Italia 2021) e L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (Mondadori 2021). Per Einaudi ha pubblicato Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022).

L’idea che la bellezza sia qualcosa di oggettivo e naturale è una superstizione moderna. Infatti non è mai esistita un’epoca in cui non convivessero estetiche e sensibilità diverse. Il culto della bellezza è diventato una prigione solo di recente: quando le coercizioni materiali verso le donne hanno iniziato ad allentarsi, il canone estetico nei confronti del loro aspetto è diventato rigido e asfissiante, spingendole alla ricerca di una perfezione irraggiungibile. Qui sta il punto: l’idea di bellezza ha subito con la società borghese uno spostamento di significato, da enigma a modello standardizzato che colonizza il tempo e i pensieri delle donne, facendole spesso sentire inadeguate.

Il risultato è che viviamo in un tempo in cui le persone potrebbero essere finalmente libere, ma in cui, al contrario, ha valore e dignità solo ciò che risponde a determinati parametri. Ripensare la bellezza al di là dell’indottrinamento e del consumo significa coglierla come percorso di fioritura personale, lontano da qualunque tipo di condizionamento esterno. In Specchio delle mie brame Maura Gancitano racconta la storia di un mito antico quanto il mondo e ci fa vedere come le scoperte della filosofia, dell’antropologia, della psicologia sociale e della scienza dei dati possano distruggere un’illusione che ci impedisce ancora di ascoltare e seguire i nostri autentici desideri e di vivere liberamente i nostri corpi.