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Gli anni novanta sono stati gli anni d’oro del calcio italiano. L’ultimo decennio del novecento inizia con i Mondiali disputati in casa e prosegue con le squadre italiane a contendersi le più importanti competizioni internazionali. Il campionato attraeva i migliori talenti, motivo per il quale la Serie A era il campionato più amato e seguito dagli appassionati di tutto il mondo. In quegli anni, attaccanti favolosi hanno calpestato gli stadi italiani, dandosi battaglia per il titolo di capocannoniere a suon di gol. L’unica cosa che sarebbe mancata agli appassionati di oggi, è la possibilità di piazzare scommesse live sul calcioDi seguito vogliamo ricordarvi cinque goleador che hanno calcato le scene negli anni ‘90 in Italia. Sceglierli non è stato per niente facile!

Marco Van Basten

Proveniente da una delle migliori squadre giovanili del mondo, quella dei lancieri dell’Ajax di Amsterdam, l’olandese arriva a Milano, sponda rossonera, nel 1987. Attorno a lui e gli altri olandesi Ruud Gullit e Frank Rijkaard, Arrigo Sacchi costruisce il Milan più forte di sempre. Marco arriva in Italia dopo aver segnato più di cento gol nel suo campionato e dopo aver vinto a sorpresa gli europei del 1988. Ha un fisico possente, ma si muove con una leggerezza ed una eleganza fuori dal comune. L’anno in cui segnerà di più sarà la stagione 1991/92, in cui collezionerà 25 reti. Resterà in Italia fino al 1995, anno in cui sarà costretto prematuramente a lasciare il calcio, a causa dei tanti infortuni. 

Gabriel Omar Batistuta

Argentino di Avellaneda, è il prototipo del centravanti di sfondamento. Forte di testa e concreto sotto porta, badava più alla concretezza ed alla potenza che alla precisione dei suoi tiri. Il suo destro era devastante da qualsiasi posizione e da qualsiasi distanza, servito spesso dal suo alter ego Rui Costa. I due sfioreranno lo scudetto nella stagione 1998/99, allenati da Trapattoni. E pensare che all’inizio della sua carriera veniva impiegato da attaccante esterno… Gabriel Batistuta, soprannominato Batigol o Re Leone dai tifosi viola, sarà la bandiera della Fiorentina più amata degli anni ‘90 portando la squadra a lottare anche nelle competizioni europee. Oltre ad essere il giocatore più prolifico della storia di Firenze con 207 gol in 333 presenze, è stato prima di un certo Messi, il giocatore ad aver segnato più reti con la nazionale Argentina, ben 54. Capocannoniere del Campionato di Serie A nella stagione 1994/95, vincerà lo scudetto a fine carriera, con la Roma nel maggio del 2001.

Beppe Signori

Non proprio il centravanti ideale a causa del suo fisico brevilineo, se non fosse per l’incontro con Zeman, all’inizio della sua carriera. Con il Foggia infatti Signori segnerà talmente tanto da essere notato dal presidente della Lazio, Cragnotti, che lo porterà a Roma insieme al mister che lo ha lanciato. Qui sarà per ben tre volte Capocannoniere della Serie ATipico il suo modo di battere i rigori, senza rincorsa. Il suo mancino era preciso e secco, e si faceva valere anche sui calci piazzati. Poco fortunato in nazionale, dove non è mai entrato nei piani tattici dell’allenatore. La concorrenza d’altronde non era da poco, con i vari Baggio, Zola, Casiraghi, Massaro, che gli venivano spesso e volentieri preferiti.

Luis Nazario da Lima Ronaldo

Ronaldo il fenomeno arriva in Italia nel 1997 dopo una breve esperienza a Barcellona. Nella sua prima squadra europea, il PSV di Eindhoven, mette in luce le sue qualità e si laurea capocannoniere del Campionato Olandese con la media di un gol a partita. Letteralmente immarcabile, faceva impazzire i difensori avversari con la sua velocità puntando la porta da qualsiasi posizione di partenza. Esplode e si consacra definitivamente nei primi anni all’Inter, che porta alla vittoria della Coppa Uefa e vicino alla conquista dello Scudetto in Serie A. Con la nazionale brasiliana vince due mondiali, nel 1994 e nel 2002.  Due, come i palloni d’oro ricevuti nel 1997 e nel 2002. Nonostante la sfortuna, per i numerosi e gravi infortuni patiti, ha lasciato il segno in ogni squadra in cui ha giocato, restando impresso agli avversari per la velocità nel saltare l’uomo e le sue capacità tecniche. 

Roberto Baggio

Il divin Codino è il numero 10 che ha fatto sognare gli italiani portando la nazionale a giocarsi la finale dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Probabilmente è stato negli anni ‘90 il giocatore italiano più famoso al mondo. Vinse il Pallone d’oro nel 1993. In Serie A ha giocato per le migliori squadre del Campionato: Juventus, Inter, Milan. Ha segnato molto di più rispetto alle comuni medie dei fantasisti e avrebbe meritato un Palmares migliore. Il suo rapporto con gli allenatori non è mai stato eccellente e gli ha creato non pochi problemi nel corso della sua carriera. Nonostante non sia mai stato Capocannoniere, ha realizzato ben 205 gol in Serie A ed avendo una media di 0,46 gol per partita entra di diritto nella lista dei migliori goleador degli anni ‘90.