pietà di decupis

A Forlì, in via Firenze, “La pietà” di Roberto De Cupis si sta sbriciolando. Lungo via Firenze, a circa tre chilometri da Forlì, in direzione di Castrocaro, all’incrocio con via delle Chiaviche si trova il monumento votivo realizzato dell’architetto-scultore Roberto De Cupis. Oggi la scultura è coperta da una fitta siepe che viene lasciata crescere, riteniamo volutamente, per coprire il vergognoso stato di degrado a cui l’opera è soggetta. La scultura, di grande impatto emotivo, venne realizzata in memoria di quattro bambini investiti mentre tornavano da scuola, il 16 gennaio 1926, da un autocarro delle Terme Conti di Castrocaro.

Il tragico episodio, uno dei primi di questo tipo, colpì profondamente l’opinione pubblica cittadina. Sostengono le cronache dell’epoca che De Cupis “nel motivo architettonico si è ispirato al gioco infantile del girotondo, felicemente ottenuto dalle quattro croci in cerchio che formano la cappella”. Al centro è collocata “La pietà” rappresentata da una madre che abbraccia e sostiene il figlio privo di vita. La donna spinge lo sguardo in alto al cielo e, rivolgendosi a Dio, chiede che le venga data la forza per sopportare quello che è il più intollerabile dei dolori. Si tratta certamente di un’opera d’arte che meriterebbe di essere conosciuta e salvaguardata. “Un autocarro condotto da Bianchini Aldo ha investito un gruppo di scolari uccidendone 2 sul colpo (Bertini Domenico e Campani Maria), due in ospedale (Bandini Paola e Monti Antonio). Bertini Aldo è rimasto ferito. Corteo funebre per Forlì fino al cimitero di Villa Rovere. da «Il Popolo di Romagna», 16 gennaio 1925. 

Inaugurazione del ricordo Marmoreo dei 4 scolari investiti e uccisi da un autocarro a San Varano. Costituito un comitato per creare un’opera d’arte a ricordo con la dedica: Come fiori recisi dal Destino / il 16 gennaio 1925 / quattro bimbi / uscendo dalla scuola / ebbero spezzata la vita / da cruento autocarro / La pietà del popolo / sul ciglio lagrimato / volle questo monumento. da «Il Popolo di Romagna», 12 gennaio 1928 

Scrive a riguardo Gabriele Zelli in un suo articolo pubblicato sul sito www.vecchiazzano.it: “Il monumento di San Varano è stato sottoposto a un primo restauro nel 1987. Promossi personalmente l’intervento, forte dell’incarico di assessore delegato all’edilizia pubblica e al Patrimonio: ciò mi diede la possibilità di seguire da vicino i lavori. Venne a segnalarmi la necessità di un interessamento comunale l’ingegner Ilario Bandini, indimenticabile costruttore e pilota di auto da corsa.

Il monumento, come indicato da Roberto Brunelli, fu collocato per ricordare il grave incidente del 16 gennaio 1925, durante il quale un autocarro delle Terme Conti di Castrocaro travolse un gruppo di alunni all’uscita della scuola elementare di San Varano. Vi trovarono la morte quattro adolescenti, fra cui Paola Bandini, sorella di Ilario. L’opera fu voluta da un comitato costituitosi subito dopo l’incidente con la collaborazione dell’artista Roberto De Cupis. Prima del 1987 il tempietto non aveva ricevuto il benché minimo intervento di manutenzione. Ora il monumento necessita di ulteriori e urgenti cure”.

Roberto De Cupis (Roma, 1900 – Forlì, 1975) Mariacristina Gori, compianta storica dell’arte forlivese, dedicò allo scultore una scheda sul catalogo della mostra: “La città progettata”, Comune di Forlì, 1999. “Originario di Roma De Cupis conseguì il diploma di licenza in Architettura presso l’Accademia di Belle Arti di Parma nel 1922. L’anno seguente si trasferì a Forlì, dove aprì il suo primo studio. Allievo dell’architetto Giuseppe Mancini, si perfezionò in architettura e scultura attraverso l’apporto dello stimolante magistero di Wildt, De Carolis, Strobel, Marzaroli. Tra le sue opere più significative si deve ricordare la trasformazione del palazzo delle Cooperative Forlivesi, poi Circolo Mazzini, dove eseguì anche il busto di Giuseppe Mazzini (1923-25).

Particolarmente interessante è il suo progetto per la sistemazione interna del palazzo Monti (1926-28). Collaborò inoltre alla realizzazione delle opere scultoree della nuova stazione (1929) e realizzò la decorazione a stucco neobarocca dello scalone del palazzo Orsi Mangelli (1930-33). Insieme a uno stuolo di altri artefici diede forma all’assetto decorativo del Palazzo delle Poste, impegnandosi soprattutto nella creazione di un busto del duce. Particolarmente complesso fu il suo apporto nel cantiere della Casa Del Mutilato. 

Eseguì inoltre un monumento votivo a San Varano (1926-28), il restauro e la traslazione (dal cortile interno del Palazzo della Missione alla piazza antistante) del monumento a G. B. Morgagni (1929), nonché numerosi monumenti funebri collocati nei cimiteri di Forlì e di Forlimpopoli per le famiglie Orsi Mangelli, Milandri, Petrucci, Rivalta, Manzoni, Casadei, Hercolani, solo per citarne alcuni). Negli anni Trenta creò il monumento funerario per la famiglia Gentile nel cimitero monumentale di Milano. A lui si deve anche la progettazione di numerose ville presenti nel territorio di Forlì, nella riviera adriatica e a Roma (villa Romiti), nonché la realizzazione del palazzo De Cupis, di cui era proprietario. Nel 1965 ideò il monumento ai caduti di tutte le guerre a San Martino in Strada presso Forlì e nel 1970 un bassorilievo bronzeo in memoria del prof. Mario Loreti per il palazzo dell’AVIS di Forlì.

Marco Viroli

 

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Marco Viroli, scrittore, copywriter e giornalista pubblicista, è nato a Forlì nel 1961. Laureato in Economia e Commercio, nel suo curriculum vanta una pluriennale esperienza di direzione artistica e organizzazione eventi. Dal 2006 al 2008 ha curato le rassegne “Autori sotto la torre” e “Autori sotto le stelle” e, a cavallo tra il 2009 e il 2010, si è occupato di relazioni esterne per una fondazione di arte contemporanea. Tra il 2010 e il 2014 ha collaborato con “Cervia la spiaggia ama il libro” e con “Forlì nel Cuore”. Autore di numerose prefazioni, dal 2010 cura la rubrica settimanale “mentelocale” su «Diogene», di cui, dal 2013, è direttore responsabile. Nel 2013 e nel 2014, ha seguito come ufficio stampa rispettivamente le campagne elettorali degli attuali sindaci di Dovadola (FC) e Forlì. Dal 2013 collabora con l’agenzia di comunicazione integrata PubliOne, inoltre tra il 2014 e il 2016 è stato addetto stampa della squadra di volley femminile forlivese, che milita nei campionati nazionali di serie A. Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di versi, Se incontrassi oggi l’amore. Per «Il Ponte Vecchio» ha dato alle stampe Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (2007). Suoi versi sono apparsi su numerose antologie, tra cui quelle dedicate ai Poeti romagnoli di oggi e… («Il Ponte Vecchio», 2005, 2007, 2009, 2011), Sguardi dall’India (Almanacco, 2005) e Senza Fiato e Senza Fiato 2 (Fara, 2008 e 2010). I suoi libri di maggior successo sono i saggi storici pubblicati con «Il Ponte Vecchio»: Caterina Sforza. Leonessa di Romagna (2008), Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), I Bentivoglio. Signori di Bologna (2011), La Rocca di Ravaldino in Forlì (2012). Nel 2012 è iniziato il sodalizio con Gabriele Zelli con il quale ha pubblicato: Forlì. Guida alla città (Diogene Books, 2012), Personaggi di Forlì. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2013), Terra del Sole. Guida alla città fortezza medicea (Diogene Books, 2014), I giorni che sconvolsero Forlì («Il Ponte Vecchio», 2014), Personaggi di Forlì II. Uomini e donne tra Otto e Novecento («Il Ponte Vecchio», 2015). Nel 2014, insieme agli storici Sergio Spada e Mario Proli, ha pubblicato per «Il Ponte Vecchio» il volume Storia di Forlì. Dalla Preistoria all’anno Duemila.