giovani e lavoro

La legge sullo smart working recentemente approvata porta con sé ottimismo per una reale apertura del lavoro verso le persone con disabilità.
Smart working e coworking sono nuove forme di lavoro che si stanno diffondendo in Italia; spieghiamo in cosa consistono e perché sono innovative.
Lo smart working (lavoro “agile”) è la possibilità di lavorare in parte o totalmente fuori dalla sede aziendale; il coworking è la condivisione dell’ambiente di lavoro (condividere gli uffici e gli spazi di lavoro con persone che esercitano la stessa o altre professioni).
Ricordiamo che il telelavoro (forma di lavoro che si è diffusa prima dell’arrivo dello smart working e del coworking) ha evidenziato dei limiti, perché il lavoratore sta sempre a casa e questo ha generato alienazione e isolamento dalla società; grazie allo smart working la sede di lavoro non deve essere necessariamente la propria casa.
Si tratta quindi di forme di lavoro flessibili e che si adattano alle esigenze dei datori di lavoro e dei lavoratori, venendo così incontro anche alle persone con disabilità.
Per concludere, vorremmo evidenziare un dato: un terzo del costo sociale di malattia è dato dalla perdita di produttività; questo vuol dire che il lavoro che sa aprirsi verso le persone con disabilità e ne sa comprendere le  necessità può aiutare anche le persone con malattia cronica ed è un bene anche per le aziende, perché la produttività migliora quando i lavoratori sono messi nelle migliori condizioni per svolgere il proprio lavoro.

Rodolfo Ridolfi

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