Nuove indiscrezioni sull’atteso The Post, il film di Spielberg sugli scandali del governo americano e il suo coinvolgimento nella guerra in Vietnam, le cui riprese dovrebbero cominciare già a maggio.

Cresce l’attesa. Pochi giorni fa l’annuncio che il regista premio Oscar Steven Spielberg era stato ingaggiato dalla 20th Century Fox e dalla Amblin Entertainment per la direzione del film The Post e che, protagonisti della pellicola, sarebbero stati Tom Hanks e Meryl Streep, due attori anch’essi pluripremiati con le celebri statuette dorate, emblema del premio cinematografico più antico del mondo. Ora il giornale Deadline riporta la notizia che le riprese sono state anticipate rispetto alle previsioni e potrebbero già cominciare a maggio, per essere pronti ad una distribuzione nelle sale già per dicembre 2017, in tempo per la qualifica alla prossima notte degli Oscar del 2018.

Trama “bollente” per il film. Come reso noto dal blog di cinema del sito screenweek.it, il film porterà sulla scena mondiale lo scandalo dei Pentagon Papers, documenti top- secret del Dipartimento di Difesa americano, che furono fatti trapelare dall’analista militare Daniel Ellsberg e pubblicati per la prima volta in prima pagina sul New York Times nel 1971 e poi sul Washington Post. I documenti rivelavano in modo approfondito i rapporti tra il governo americano e il Vietnam, intercorsi tra gli anni ’40 e ’60: i documenti rivelavano la scottante verità, taciuta e, anzi, negata al pubblico dal Congresso degli Stati Uniti e dall’Amministrazione Johnson, sul coinvolgimento militare americano nella guerra del Vietnam e i due grandi giornali americani sfidarono il governo americano nel loro diritto a pubblicarli. Tom Hanks vestirà i panni del direttore del Washington Post, Brandlee, mentre Meryl Streep quelli dell’editrice Kay Graham. Oltre che in chiave Oscar, l’accelerazione alle riprese del film sembra essere una mossa per capitalizzare il forte potenziale di una storia che, visti i recenti attacchi al neo-presidente Trump alla stampa, di certo farà parlare di sé e aprirà forse la strada a un filone di film dal forte impatto sociologico da parte degli studios americani.

Ancora un film sulle indagini del Washington Post. The Post è la seconda pellicola in corsa per gli Oscar che si concentra sulle vicende del direttore del Washington Post Brandlee, dopo il film del ’76 Tutti gli uomini del presidente, per la regia di Alan J. Pakula, in cui Jason Robards, attore che aveva impersonato proprio il direttore del giornale, aveva vinto il riconoscimento di Miglior attore non protagonista agli Oscar del 1977. Anche in questo caso, al centro della vicenda c’era uno scandalo con protagonista la Casa Bianca e, nello specifico, la rielezione di Nixon alla presidenza degli Stati Uniti, sulla quale il Washington Post aveva indagato.

Tanti i possibili pretendenti ai prossimi Oscar. Sicuramente il film non sarà l’unica pellicola di rilievo alla prossima notte degli Oscar. Si vocifera infatti sull’uscita di un film di Kathryn Bigelow sulla sommossa di Detroit del 1967, su un film di Paul Thomas Anderson con Daniel Day Lewis e su una pellicola di Christopher Nolan sulla Seconda Guerra Mondiale.

Ritardi alla lavorazione di un’altra attesa pellicola di Spielberg. L’accelerazione alla lavorazione di The Post comporterà inevitabilmente dei ritardi alle riprese di un altro progetto di Spielberg, Il rapimento di Edgardo Mortara. Il film, del quale il regista aveva da poco comunicato la decisione di girare alcune scene presso la Reggia di Caserta, è stato scritto dal premio Pulitzer David Kertzer e racconta la vera storia di un bimbo ebreo, rapito nella metà dell’800 e condotto in Vaticano, poiché era stato battezzato da una domestica all’insaputa dei genitori: la Chiesa, all’epoca, imponeva infatti un’educazione cattolica a tutti i battezzati. Le riprese di The Post non sono tuttavia l’unico motivo di ritardo nella lavorazione di questo film: il regista è infatti ancora alla ricerca meticolosa dell’attore bambino che ne assumerà il ruolo di protagonista.

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Classe '88, studioso di Comunicazione e dinamiche del Web anche dopo aver conseguito il “pezzo di carta”, seguo un percorso formativo ibrido che mi consente di acquisire nozioni umanistiche e competenze tecnico-informatiche. Nell’anno 2009 vengo rapito dal mondo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca e più in generale da tutto quello che riguarda Marketing e Advertising sul web. Passo più o meno 14 ore al giorno davanti un dispositivo multimediale per lavoro, studio e aggiornamento, ancora lavoro.