Una «piazza della democrazia» aperta ai cittadini, con servizi pubblici, offerta culturale e occasioni di partecipazione: è la proposta con cui i consiglieri della minoranza di Predappio Futura, Monica Fucchi, Gianni Flamigni, Edoardo Rossi e Nicoletta Valbonetti, tornano a parlare del futuro dell’ex Casa del Fascio. Intervengono dopo l’ipotesi di realizzare nell’edificio un museo d’arte del Novecento, avanzata durante un convegno riportato dalla stampa il 10 ottobre e rilanciata in un recente articolo anche dal sindaco Canali. Per questo, nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Predappio, hanno presentato un’interrogazione al primo cittadino.
Secondo i consiglieri di minoranza la questione va oltre la destinazione di un immobile. Il punto politico, sostengono, non è il contenitore ma il contenuto: quale progetto culturale, sociale e civile si intende realizzare, quali bisogni della comunità possa soddisfare e quale rapporto voglia costruire con i cittadini. Predappio, affermano, è da troppo tempo ostaggio di un passato che i suoi abitanti non hanno scelto e rischia di vedere la propria identità ridotta alla sola storia del periodo fascista. La risposta democratica più concreta, a loro avviso, è restituire gli spazi ai cittadini, rendendoli luoghi vivi, accessibili e capaci di parlare anche del presente e del futuro.
Da qui l’idea della piazza della democrazia: uno spazio in cui la cittadinanza possa esercitarsi concretamente attraverso incontro, confronto e partecipazione, e dove trovino posto anche strumenti per conoscere e valorizzare le attività del territorio. Questa visione, spiega la minoranza, dovrebbe essere l’ossatura di un progetto complessivo per l’ex Casa del Fascio, capace di integrare ulteriori destinazioni culturali, sociali e scientifiche all’interno di un disegno unitario e non di una somma occasionale di funzioni. Le dimensioni dell’edificio e il suo significato storico richiedono infatti di tenere insieme due prospettive: restituire alla città uno spazio di cittadinanza attiva e contribuire alla conoscenza critica di una storia le cui conseguenze e responsabilità vanno oltre i confini di Predappio.
Sul museo d’arte del Novecento, Predappio Futura invita a riflettere non solo sul valore culturale dell’iniziativa ma anche sulla sua opportunità. In un contesto così segnato dal fascismo, osservano i consiglieri, assumere la produzione artistica come principale chiave di lettura del ventennio rischia di spostare l’attenzione dalla natura del regime alla sua eredità estetica. C’è poi una storia progettuale che, ricordano, non può essere ignorata: circa dieci anni fa era stato elaborato un progetto di valorizzazione storica e culturale, con un’esposizione permanente sulla storia del fascismo e un Centro studi sulla storia del Novecento, che suscitò critiche e incontrò ostacoli e non può essere ripreso senza una riflessione sulle questioni che sollevò. Da qui la richiesta all’Amministrazione di chiarire quale progetto intenda oggi realizzare.
I consiglieri ribadiscono che la conoscenza storica va affrontata con rigore scientifico e senza timore di restituire la complessità dei fatti. La storia del fascismo, dalle origini alla caduta, è a loro giudizio segnata dalla violenza e dalla repressione, senza stagioni estranee a questa natura né una successiva degenerazione che renda accettabili le fasi precedenti. Proprio la conoscenza integrale di quella storia, senza omissioni né semplificazioni, sarebbe la critica più radicale del fascismo.
La richiesta finale è che ogni proposta sia valutata in una visione complessiva, trasparente e sostenibile dal punto di vista economico e gestionale, con un confronto pubblico adeguato e il coinvolgimento dei cittadini. L’attenzione, avvertono, deve andare a evitare che, in un luogo dall’impatto simbolico così forte, una lettura culturale del ventennio che ne evidenzi l’eredità artistica decontestualizzandola dalla sua realtà storica finisca per veicolare una rappresentazione edulcorata del regime, alimentando quella frequentazione nostalgica che ancora oggi condiziona la vita e l’immagine di Predappio.