Sicurezza in provincia di Forlì-Cesena: la situazione resta sostanzialmente stabile, con qualche dato che pesa più di altri. Emerge dall’indice della criminalità pubblicato come ogni anno dal Sole 24 Ore, elaborato sui dati del Viminale, che oggi colloca la provincia al 36° posto in Italia. Nel 2025 le denunce registrate tra Forlì, Cesena e il resto del territorio romagnolo sono state 13.990, pari a 3.547,7 ogni 100.000 abitanti. Rispetto alla precedente graduatoria, riferita al 2024, il quadro è in lieve miglioramento: allora la provincia era 35ª e le denunce erano state 14.138, quindi quest’anno scende di un gradino nella classifica della criminalità.
Il capitolo più delicato è quello dei reati contro la persona. Con cinque denunce, Forlì-Cesena è quarta in Italia per omicidi volontari ed è seconda per infanticidi, con una sola denuncia. Sesto posto per omicidi preterintenzionali e 16° per omicidi da incidente sul lavoro, in entrambi i casi con una denuncia. Sul fronte delle violenze sessuali la provincia è 23ª con 54 denunce, mentre per le lesioni dolose è 13ª con 567 denunce.
Dati negativi anche sul versante delle rapine: Forlì-Cesena è 25ª in Italia con 166 denunce ed è addirittura prima tra tutte le province italiane per le rapine negli uffici postali, con 5 denunce. Ottavo posto, invece, per le rapine in abitazione, con 19 denunce.
Sui furti il territorio si piazza al 33° posto con 5.403 denunce, mentre per quelli negli esercizi commerciali è 23° con 601 denunce. A preoccupare è soprattutto il capitolo dei delitti informatici, dove la provincia è quinta in Italia con 258 denunce. Nessuna denuncia è stata invece messa a referto per contrabbando e usura.
Più in basso nella graduatoria gli altri reati. Per quelli legati alla droga Forlì-Cesena è 49ª con 200 denunce. Per le minacce è solo 85ª, con 395 denunce, mentre è 68ª per i danneggiamenti, 54ª per le contraffazioni e 64ª per gli incendi.