Si accende il confronto politico sulla sicurezza in Valle del Bidente. Oggi il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia di Forlì-Cesena ha replicato all’ordine del giorno che il Partito Democratico e le liste civiche di centrosinistra hanno annunciato di voler presentare nei consigli comunali di Meldola, Civitella di Romagna, Galeata e Santa Sofia. Il partito prende atto che “finalmente anche il Partito Democratico si rende conto che la sicurezza delle nostre comunità rappresenta un problema serio”, e rivendica di denunciare da anni situazioni di degrado, tensione e violenza nel territorio, a suo dire troppo spesso minimizzate proprio dalla sinistra.
Secondo Fratelli d’Italia la Val Bidente avrebbe pagato più di altre zone le conseguenze di politiche di accoglienza indiscriminata e di un’integrazione non adeguatamente governata, che avrebbero compromesso gli equilibri della convivenza civile. Il coordinamento ricorda di aver sollevato queste criticità per anni, ricevendo in risposta accuse di razzismo e di contrarietà alle politiche inclusive. Ora, di fronte a episodi di delinquenza che preoccupano i cittadini, accusa il Pd di scoprire il problema e di interessarsene soltanto per scopi di propaganda, dopo aver sostenuto per anni, nel nome dell’inclusione, politiche di accoglienza che avrebbero “ingrassato le cooperative rosse”.
Il passaggio che gli esponenti del partito definiscono più paradossale riguarda le richieste contenute nell’ordine del giorno: a sollecitare interventi normativi e maggiori risorse, sostengono, sono gli stessi che avevano contestato come liberticidi i decreti sicurezza del governo Meloni. “Non accettiamo che chi ha causato questa situazione di insicurezza pensi oggi di lavarsi la coscienza con un ordine del giorno, scaricando ogni responsabilità sul governo”, affermano.
A sostegno della propria posizione Fratelli d’Italia cita l’operato dell’Esecutivo, che dall’insediamento avrebbe lavorato per rimediare ai danni lasciati dalla sinistra: nuove assunzioni tra le forze dell’ordine, il rafforzamento degli strumenti contro criminalità e degrado, maggiori tutele per gli agenti, nuove misure contro la violenza giovanile e sistemi di sicurezza come la videosorveglianza. Si tratta, rimarca il coordinamento, di interventi concreti che il Pd chiede a livello locale ma che in Parlamento ostacola votando contro, “una vera e propria ipocrisia che non ci meraviglia”.
Gli esponenti del coordinamento provinciale annunciano che il partito continuerà a difendere il diritto dei cittadini della Val Bidente a vivere in sicurezza, attraverso coerenza, cultura del rispetto delle regole e interventi concreti. Nella nota non manca un passaggio sulle seconde generazioni, che Fratelli d’Italia indica come all’origine delle maggiori difficoltà, parlando di un “fallimento assoluto delle politiche sociali di inclusione della sinistra”, soprattutto nelle aree dove, dopo decenni di scelte sbagliate, si sarebbero create concentrazioni particolarmente evidenti.
Per questo il partito intende sollecitare gli organi competenti, in particolare Prefetto e Questore, affinché riservino un’attenzione particolare a questi contesti, valorizzando gli investimenti del governo con interventi gestionali più specifici e azioni mirate alla sicurezza anche nelle vallate del Forlivese e del Cesenate.