Il primo corridoio immersivo di arte sanitaria in Italia, inaugurato pochi mesi fa all’ospedale di Forlì, è stato intitolato oggi a Mariacristina Gori, storica dell’arte forlivese e curatrice del primo progetto di valorizzazione culturale all’interno della struttura, che trasformò gli spazi di attesa in aree espositive per opere d’arte contemporanea. Un’iniziativa pensata per consolidare l’idea di un ospedale come parte integrante della città e per sostenere il principio secondo cui, attraverso la salvaguardia del patrimonio artistico, la presa in carico del paziente riguarda la persona nella sua totalità.
Alla cerimonia, svoltasi questo pomeriggio, hanno partecipato Francesco Sintoni, direttore sanitario dell’ospedale di Forlì, il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, i sindaci di Forlimpopoli Milena Garavini e di Meldola Roberto Cavallucci, l’assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità Gessica Allegni, i consiglieri regionali Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi, la responsabile regionale del Servizio Cultura Cristina Ambrosini e Sonia Muzzarelli, conservatrice del Patrimonio storico e artistico dell’Ausl Romagna. Presenti anche Franco Sami, marito di Mariacristina Gori, e il figlio Giovanni.
Ad illustrare il progetto è stata proprio Sonia Muzzarelli: «Il corridoio è stato realizzato grazie al finanziamento regionale FESR 2021-2027, Priorità I, Azione 1.2.2, assegnato alla Ausl Romagna nell’ambito delle iniziative volte alla trasformazione digitale del settore culturale». Il Museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola, ha spiegato, «rappresenta un importante patrimonio storico, artistico e archivistico, presente in settantacinque Comuni su un’estensione territoriale di oltre cinquemila chilometri quadrati».
La collezione comprende ospedali storici, oratori, chiese e cappelle ospedaliere, raccolte d’arte e scientifiche, libri e documenti d’archivio. Dopo un lungo lavoro di studio e riordino, che in molti casi ha permesso di ricollocare le opere nei territori di origine, l’Ausl Romagna ha reso fruibile la propria collezione, arricchita da quaderni tematici curati e pubblicati dall’Azienda.
Muzzarelli ha ricordato anche il legame personale con la studiosa: «Ho avuto il privilegio di conoscere Mariacristina Gori proprio in occasione dell’allestimento dei Beni della Salute, nel 2004, nello spazio in cui oggi sorge questo corridoio immersivo». E ha aggiunto: «L’intitolazione di questo spazio rappresenta per me non solo un doveroso omaggio alla sua figura, ma anche il riconoscimento di una continuità ideale tra il lavoro da lei avviato e quello che oggi l’Ausl Romagna porta avanti attraverso La Cura attraverso l’arte, Museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola».
Sulla stessa linea l’assessora regionale Gessica Allegni: «Intitolare questo luogo a Mariacristina Gori significa rendere omaggio a una studiosa forlivese appassionata che ha aperto una strada nuova, ricordandoci quanto la bellezza possa fare parte integrante del percorso di cura. Come Regione abbiamo accompagnato con convinzione la nascita di questo percorso tecnologico, investendo per restituire ai cittadini un patrimonio diffuso straordinario. Sapere che oggi i pazienti, le famiglie e il personale attraversano ogni giorno questo corridoio nel segno del suo nome e delle sue ricerche rende tangibile la sua idea di benessere, in cui il valore dell’arte arricchisce la vita quotidiana dell’ospedale di Forlì».
Toccanti le parole del marito, Franco Sami, anche a nome del figlio Giovanni: «Sono trascorsi 20 anni senza di lei, ma il suo ricordo e la sua presenza sono sempre nei nostri cuori; la sua dolcezza, il suo sorriso, il suo amore sono una luce che ci illumina e ci accompagna nel cammino della vita, e nei momenti difficili siamo certi che il suo aiuto non ci mancherà mai. Crediamo che sia questo che Mariacristina, da lassù, ci dona».
Nata a Forlì il 31 agosto 1954, Mariacristina Gori si laureò all’Università di Bologna nel luglio 1977 con una tesi sulla Poetica di Federico Barocci, seguita da Luciano Anceschi e poi pubblicata negli Atti dell’Accademia Clementina di Bologna. Il 4 marzo 1980 conseguì, sempre a Bologna, il diploma della Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte con una tesi in Storia dell’Arte medievale e moderna, sotto la guida di Anna Maria Matteucci, con cui condivise in seguito una ricerca per il Cnr sulla decorazione in Emilia-Romagna. Nel 1982 vinse il concorso per l’insegnamento di Storia dell’Arte e nel 1985 ottenne la cattedra di ruolo al Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena. Nel 1993 fu nominata ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena.
Fu inoltre membro di numerose accademie e associazioni culturali del territorio, tra cui Filopatridi, Benigni, Filergiti, Studi Romagnoli, Soroptimist e Italia Nostra, socia corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, componente della Commissione diocesana di Arte Sacra di Forlì e Bertinoro e del Comitato provinciale Forlì-Cesena dell’Istituto per la Storia del Risorgimento a Roma. Costante la collaborazione con riviste come «Il Carrobbio», «Romagna Arte e Storia», «La Piè», «Studi Romagnoli», «Il Melozzo» e «Forlimpopoli-Documenti e Studi». Dal 1999 collaborò con le delegazioni FAI di Cesena e di Forlì, di cui fu membro delegato per la cultura.
Accanto a un cospicuo regesto di saggistica, le si deve la responsabilità scientifica di diverse mostre: «La pittura della finzione. Architettura e decorazione a Forlì nei luoghi dello spettacolo fra ‘800 e ‘900» (Forlì, 1997); «I beni della salute. Il patrimonio dell’Azienda Sanitaria di Forlì», con Ulisse Tramonti (Forlì, 2004); «Mauro Guidi fra utopia e realtà (1761-1829)», con Daniela Savoia (Cesena, 2005); «L’arte per la città. Presenze in alcuni luoghi di incontro e di lavoro» (Forlì, 2006).
Nel 2011, in occasione della pubblicazione del volume «L’arte in Romagna dal Rinascimento all’Eclettismo. Scritti scelti (1978-2006)», a cura di Ulisse Tramonti, Giovanni e Franco Sami hanno voluto ricordare la sua appassionata ricerca sulla pittura di Pompeo Randi, promuovendo il restauro di tre opere della Pinacoteca Civica di Forlì particolarmente significative e con problemi di conservazione: «Autoritratto con cappello», «Ritratto di Amalia Romagnoli Randi» e «San Pietro». L’anno seguente, sempre per volontà della famiglia, sono stati restaurati in suo ricordo tre antichi testi del XIII secolo della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Il 6 ottobre 2018 le è stato intitolato un parco a Romiti, a Forlì.