«La partecipazione diventa difficile quando non vengono messi a disposizione gli strumenti necessari per informarsi e intervenire». Con queste parole Diana Scirri, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Forlì, torna a sollevare il tema della trasparenza e dell’accessibilità delle Commissioni consiliari, prendendo spunto dalla recente seduta dedicata al Piano strategico.
Un incontro arrivato, sottolinea Scirri, dopo ben 18 mesi di elaborazione, ma al quale «i consiglieri sono stati convocati per discutere avendo ricevuto soltanto poche pagine di sintesi, mentre il documento completo sarà trasmesso solo successivamente». Un modus operandi che, secondo l’esponente di AVS, rischia di trasformare gli amministratori in semplici «spettatori di scelte già costruite, anziché partecipare davvero alla discussione».
Il problema della documentazione si intreccia a quello, ormai annoso, della diretta streaming delle sedute. Da quasi due anni AVS chiede che le Commissioni consiliari siano trasmesse online per permettere una reale partecipazione dei cittadini e la presenza da remoto di tecnici ed esperti.
«Il Comune di Forlì non dovrebbe avere paura di garantire la massima trasparenza su momenti così fondamentali per la comprensione degli atti e l’approfondimento dei temi che arrivano in Consiglio – incalza Scirri –. Purtroppo, nonostante le nostre ripetute richieste, non c’è alcuna volontà politica di trasmettere tutte le sedute in diretta streaming. Già nel Consiglio del 25 febbraio 2025 facevo mettere a verbale il problema, sollecitato più volte in Capigruppo. A novembre il Presidente del Consiglio rispose che era stato dato incarico di attivare un canale per il solo ascolto: non la soluzione ottimale, ma un primo piccolo passo».
Secondo Alleanza Verdi e Sinistra non si tratterebbe affatto di un limite tecnico o di costi. «Le soluzioni economiche esistono, come dimostra la riunione sul PAI-PO dello scorso 5 maggio, quando il Comune ha attivato la diretta perché aveva interesse a dare massima diffusione ai propri contenuti – prosegue la nota –. In molte commissioni il canale Zoom viene già aperto per i tecnici e la stampa. La soluzione quindi c’è già, ma non viene messa a disposizione dei membri delle commissioni e degli esperti, che avrebbero lo stesso diritto di partecipare».
Per il gruppo di sinistra, la scelta di non spalancare le porte virtuali delle sedute alla cittadinanza risponde a una precisa linea dell’Amministrazione: «L’esclusione di esperti e cittadini è una scelta politica della maggioranza di destra, volta a limitare la partecipazione e a ridurre le occasioni di confronto e di trasparenza sul proprio operato. Il risultato è che la democrazia perde uno spazio importante, i cittadini si allontanano dalla politica e la stessa macchina amministrativa perde di qualità in assenza di dialogo» conclude Scirri.