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Chi il geologo nell’interrogazione del 1999 del deputato Turroni?

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 5 ottobre 2026
Chi il geologo nell’interrogazione del 1999 del deputato Turroni?

È tempo di tartufi, chi cerca trova, basta fiutare intorno e si può dissotterrare qualche preziosa trifola. I tartufi stanno nascosti, un po’ come gli scheletri negli armadi oppure certi altarini in attesa d’essere scoperti o, magari, come due Atti Parlamentari della Camera dei deputati, XIII Legislatura, il primo relativo alla seduta del 16 luglio 1999, il secondo, invece, alla seduta del 12 novembre successivo. Sempre lo stesso il deputato, allora interpellante o interrogante, ovvero l’onorevole forlivese Sauro Turroni (sopra in foto), eletto per la Federazione dei Verdi, noto ecologista e architetto, esperto di pianificazione del territorio.

Dunque, due atti pubblici, strettamente correlati e incontestabili nel contenuto, ascrivibile al deputato citato. Una sola la differenza: l’interpellanza del 16 luglio 1999 rivolta al Ministro dell’ambiente (Edo Ronchi), al Ministro per i beni e le attività culturali (Giovanna Melandri) e al Ministro per le politiche agricole (Paolo De Castro); l’interrogazione del 12 novembre successivo destinata ancora allo stesso Ministro dell’ambiente e, novità, al Ministro dei lavori pubblici (Enrico Luigi Micheli). Comunque, tutti ministri del governo di centrosinistra D’Alema I.

Per questo stupisce che sia l’interpellanza e l’interrogazione del deputato forlivese Turroni, pur sempre esponente di rilievo della sinistra ecologista, rimanessero insoddisfatte, ignorate dal centrosinistra al governo. Sul tema della tutela del territorio il deputato Turroni non ha mai fatto sconti a nessuno, a prescindere dalla collocazione politica, e con l’interpellanza e, poi, l’interrogazione del 1999, come sempre interventi di coerente onestà politica e civile, egli metteva davvero in palese difficoltà soprattutto la gestione del territorio, del paesaggio da parte della regione Emilia-Romagna e della provincia di Ravenna, entrambe amministrate dalla sinistra.

Oggetto dei due interventi del parlamentare forlivese fu la tutela ambientale della foce del Bevano sulla costa ravennate dal pericolo di ampia manomissione degli equilibri naturali; foce, tra l’altro, molto importante quale “zona umida”, davvero significativa sul piano naturalistico. In particolar modo, Turroni denunciava il progetto, definito con incomprensibile, immotivata urgenza e con procedure insolitamente sollecite, di mutare artificialmente lo sbocco del Bevano a mare, anche ricorrendo ad arginature con materiali di riporto, incompatibili con quanto preesistente in natura.

Dirette e assolutamente non da poco, allora, le parole del parlamentare forlivese che riguardo a detto progetto dichiarava: …è stato redatto da un geologo appartenente al servizio provinciale difesa del fondo della provincia di Ravenna. …risulta all’interrogante che il medesimo geologo sia altresì presidente della società privata Marinara che sta realizzando all’interno delle dighe foranee del porto di Ravenna un porto turistico per circa mille barche. Poi, rincarando la dose, sempre su detto geologo, se per …l’intenzione di impiegare nell’intervento sulla foce del Bevano la sabbia proveniente dal cantiere di cui è titolare, in qualità di presidente della società Marinara, lo stesso progettista pubblico dell’intervento (il geologo in questione, N.d.A.) non configuri un palese conflitto d’interessi.

Infine, stoccata finale, la domanda se il progetto di un intervento idraulico riguardante addirittura una foce possa essere redato da un geologo e non debba essere invece di stretta competenza di ingegneri idraulici … e, di conseguenza, non si configuri una violazione delle competenze professionali se non addirittura come un vero e proprio esercizio abusivo della professione di ingegnere, ancorché svolto al riparo del ruolo pubblico. Tutto questo ben 27 anni fa, eppure, lo scrivo metaforicamente, cestinato come niente fosse!

Se solo, allora, si fosse adeguatamente provveduto a fare chiarezza, forse avremmo evitato guai successivi, sino ai nostri giorni. Ma quale mai l’identikit rivelatore del misterioso geologo, richiamato dal deputato Turroni? Pure sollecitato da taluni avvenimenti della politica romagnola degli ultimi giorni, una pulce nell’orecchio e un sospetto ce l’avrei, chissà se coincidenti o no con quanto a conoscenza dell’onorevole Turroni: importante è evitare nuovi danni, magari di area vasta, Chi ha sbagliato già gravemente sulla foce del Bevano e altrove, non può ancora far danni per via “sotterranea”.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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