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Casini lascia il Parlamento dopo 44 anni: il vero obiettivo è il Quirinale?

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 12 ottobre 2026
Casini lascia il Parlamento dopo 44 anni: il vero obiettivo è il Quirinale?

Solo ieri, dopo ben 44 anni tra Camera e Senato, l’annuncio del suo ritiro dal parlamento, decidendo di non candidarsi alle prossime politiche, e, già stamani, a Roma in Galleria Sordi corrono fitte le voci che Pier Ferdinando Casini con il suo levarsi di torno sia il primo candidato, ufficialmente in corsa per la Presidenza della Repubblica. Vecchia volpe democristiana punta a farsi eleggere da esterno alla massima carica dello stato, quasi che, parafrasando Sta casa aspetta a te della celebre canzone napoletana “Torna” del 1930, il voto del suo nome sia pari all’accorata invocazione “Torna, Pierferdi, l’Italia aspetta a te”.

Mitico Pierferdi che punta a far fessi gli italiani, rifilando loro un proprio settennato dopo i due mandati soporiferi e sempre banalmente scontati, tali saranno a febbraio ’29, di Sergio Mattarella. Un altro democristiano piacione che contenti tutti, destra e sinistra? Per favore no, abbiamo già sopportato abbastanza. Dunque, il prossimo anno elezioni politiche alle quali il furbetto Casini non si ricandida, scegliendo sino all’elezione del Presidente della Repubblica di mettersi apparentemente in ombra, novello Cincinnato, per tornare, poi, inquilino del Quirinale.

Pierferdi va appositamente “in sonno” tattico, come nelle abitudini dei massoni, compresi quelli cattolici, tanti, che mischiano il Vangelo con la squadra e il compasso. Pierferdi vuol continuare a fare il mediatore, paciere tra destra e sinistra con la bonomia del buon parroco bolognese. Pierferdi ideale presidente ecumenico di tutti, ad esempio dei cattolici come degli islamici, dunque “mezzo in ginocchio e mezzo a pecorone”, per dirla con i versi di La Fede di Trilussa in Le Storie del 1923.

Però, lo capisco, povero Pierferdi. Se ce la fa a metter piede al Quirinale, sono tante le stanze del supremo palazzo senza pigione, tanti i privilegi e benefit, tanti i baiocchini dell’appannaggio presidenziale, 239.182 euro all’anno, pari a circa 18.398 mensili, sempre lordi, che sommati al vitalizio ultra-quarantennale di parlamentare farebbero davvero una bella saccata di soldi. E lui, si sa, da buon cattolico che predica bene, ma razzola male, conta, almeno stando alle cronache, due ex mogli e quattro figli: la famiglia è sacra e costa, ancor di più se allargata.

Spero abbia ragione l’amico barista in Galleria Sordi: Casini ce sta a prova’, ma niente dice che non ce possa sbatte er grugno!

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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