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Bye bye Pier Ferdinando Casini

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 11 ottobre 2026
Bye bye Pier Ferdinando Casini

In questo caso, la notizia è la conferma quanto la speranza sia sempre ultima a morire e, pure questa volta, dai e dai, la nostra, tenace attesa non sia rimasta delusa. Pier Ferdinando Casini, classe 1955, quindi a dicembre prossimo a 71 primavere tonde tonde, per ben trent’anni deputato da 1983 al 2013 e per tredici ancora, sino ad oggi, senatore, non si candiderà alle prossime politiche.

Lascia, dunque, dopo quasi 44 anni di pane e politica, soprattutto di pane della politica poiché nessun’altra attività o professione può ascriversi al bolognese Casini, per gli amici Pierferdi, se non a quella di persona che con le terga assiduamente assise sullo scranno parlamentare. A tale notizia c’è chi concluderà “Ce ne faremo una ragione”; altri, invece, come me, con molto senso liberatorio e soppesando immaginari zebedei, esclamerà soltanto “Finalmente!”

Ora, Pierferdi si godrà il lautissimo vitalizio di parlamentare ultra-quarantennale, veramente uno sproposito di soldini per il proprio, minimo impegno, neppure testimoniato da chissà mai quali grandi risultati o successi politici, attribuibili alla sua augusta figura di deputato o senatore. Pierferdi è stato un abilissimo furbacchione di formazione democristiana, espertissimo nell’applicazione del famigerato Manuale Cencelli, quindi valente a riciclarsi dalla Dc ai partitini postdemocristiani, di propria fondazione ad uso e consumo personale, poi al Polo delle Libertà e, via dicendo, sino al Partito Democratico.

Pensate, Pierferdi, centrista con dna democristiano, chiude la sua carriera parlamentare come senatore del centrosinistra, però, e qui sta la genialità, da indipendente ovvero risoluto sino alla fine a farsi i fatti propri di vecchio notabile della “Balena Bianca”, sempre all’erta: anche lui un eccelso “Ercolino sempre in piedi”, pupazzo reclame della Galbani negli anni ’60! Uomo di solida fede democristiana. Che differenza con la fede di Massimo D’Alema, prima comunista piromane, ma, in seguito, via via pompiere, fino a restare dentro lo scandalo di “Affittopoli” per la locazione a bassissimo costo di un appartamento pubblico.

Su Pierferdi nessuna macchia, neppure un pelino sul blazer blu. Come un buon parroco ha saputo coltivarsi il consenso elettorale, accorto che, intorno e nelle sue immediatezze, non vi fossero concorrenti. Sembra ieri, era il 1980, che, appena venticinquenne, Pier Ferdinando Casini, nella foto sopra ritratto a sinistra in un altero profilo, fosse al seguito di Mariano Rumor, noto esponente DC, impegnato in un comizio a Ferrara. Poco distanti a destra si riconoscono altri due enfant prodige della trascorsa stagione democristiana: Marco Follini e Dario Franceschini.
Tre anni dopo il ventottenne Pierferdi sarebbe stato eletto parlamentare senza più schiodarsi dallo scranno sino ad oggi, naturalmente “stipendio e spesucce varie, vitto e alloggio, carta e penna” a carico di noi contribuenti.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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