Un uomo, un mulo e il lavoro nei boschi della valle del Bidente. È racchiusa in questa immagine la storia raccontata dagli scatti di Giulio Sagradini, che tornano a distanza di anni per diventare una mostra fotografica. Si intitola “Mauro il mularo” l’esposizione che sarà inaugurata sabato 12 settembre alle ore 16,00 all’Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli.
Le fotografie risalgono al 13 agosto 2009, quando Sagradini incontrò Mauro nella zona di Mandriacce, a Campigna, mentre era impegnato nelle operazioni di esbosco insieme al suo mulo. Un incontro durato poche ore e fatto di poche parole, ma che ha lasciato nell’autore un ricordo destinato a rimanere nel tempo. Mauro è infatti scomparso alcuni anni fa.
“L’ho seguito per poche ore nell’attività di esbosco del legname avvalendosi di un mulo; poco tempo e ancor meno le parole scambiate, eppure di lui serbo un buon ricordo”, racconta Sagradini. Le immagini restituiscono uno spaccato di un’attività che per generazioni ha rappresentato una parte importante del lavoro nei boschi dell’Appennino. L’esbosco è la fase successiva all’abbattimento degli alberi e consiste nel trasportare i tronchi, opportunamente sezionati, dalla vegetazione più fitta fino ai punti in cui possono essere caricati e successivamente trasferiti verso gli impianti di lavorazione.
Oggi, anche nelle colline del territorio, queste operazioni vengono svolte prevalentemente con l’impiego di mezzi meccanici. Un tempo, invece, il trasporto del legname dipendeva dalla forza degli animali e dalla capacità di chi li conduceva. È proprio questa dimensione del lavoro che emerge dalle fotografie dedicate a Mauro. Il mulo veniva caricato con i tronchi appositamente tagliati per essere trasportati sulla soma e affrontava sentieri stretti, ripidi e spesso difficili da percorrere, portando il legname fuori dal fitto dei boschi. Accanto all’animale c’era il mularo, impegnato nel taglio, nelle operazioni di carico e nella conduzione lungo percorsi non privi di pericoli.
La mostra diventa così anche una testimonianza di un mestiere e di un modo di lavorare profondamente legati alla storia dell’Appennino romagnolo, affidati alla fotografia prima che il progresso tecnologico ne modificasse radicalmente le modalità. L’esposizione sarà visitabile fino al 18 ottobre. L’Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli sarà aperto il sabato dalle ore 14,00 alle 18,00 e la domenica dalle ore 10,00 alle 18,00.