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Un ricordo dell’avvocato forlivese Giovanni Principato

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 26 settembre 2026
Un ricordo dell’avvocato forlivese Giovanni Principato

La notizia dell’improvvisa scomparsa dell’avvocato forlivese Giovanni Principato mi ha raggiunto stamattina, poche ore fa, suscitandomi dolore e sconforto. Ora che conosco il drammatico evento, non riesco a capacitarmi che sia accaduto, soprattutto mi interrogo perché, pure in questo caso, sia un migliore ad andar via quando ancora ci sarebbe stato tanto bisogno del suo impegno, del suo esempio.

Avevo conosciuto Giovanni Principato anni addietro, ricorrendo alle sue competenze professionali su consiglio di comuni amici e la mia scelta era stata pienamente soddisfatta dal veder riconosciute appieno le mie fondate, ma complesse ragioni. Già quella prima volta avevo inteso la garbata solidità umana e professionale dell’avvocato Giovanni nel guidarmi entro i meandri stretti e, spesso, perigliosi del diritto, sempre illustrandomi tutto, pure i più insidiosi dettagli, con grande chiarezza espositiva, anche quando tutto sembrava complicarsi.

Sempre cordiale e incline, se non al pieno ottimismo, almeno alla speranza di potercela fare: così, sicuramente, nell’immediato ricordo dei suoi assistiti e di quanti hanno beneficiato della sua amicizia. Dunque, uomo e avvocato di grande solidità, ove il primo, pur nelle sue eventuali fragilità insite, umanamente comprensibili, sosteneva e sospingeva il secondo nel suo valore professionale. Tutto questo sempre con impeccabile stile.

Se per il sommo Giorgio Armani “lo stile è l’impronta di ciò che si è in ciò che si fa”, allora credo proprio che Giovanni Principato abbia saputo concretamente segnare la sua vita con il duplice, sempre coincidente stile di uomo e avvocato. Non è cosa facile, soprattutto non è alla portata di tutti, ancora di più in carenza di sensibilità e cultura. L’avvocato Principato era colto, elegante, raffinato, ma senza alcuna ostentazione, soprattutto era capace di una dote che benevolmente, anche dichiarandoglielo, gli ho sempre invidiato: la capacità di sorridere, modulandone l’espressione.

Sapeva, infatti, nel sorriso modulare sia l’approvazione che il biasimo, sia la critica serena che la piena contrarietà, insomma dialogava con questa propria, mutevole dote, sorridentemente inarrendevole sino all’ultima parola prima dell’inesorabile verdetto, compreso quello de l’amor che muove il sole e l’altre stelle. Con grande commozione voglio ricordare così l’amico avvocato Giovanni Principato.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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