«Il Comitato del Basso Forese ha seguito con estrema attenzione i lavori del Consiglio Comunale di Forlì dedicati all’impianto di accumulo Bess promosso da Sphera Nordea in via Oraziana, e l’esito della seduta lascia l’amaro in bocca: le aspettative del comitato sono state completamente disattese. Fatta eccezione per pochi consiglieri che hanno evidenziato con lucidità i rischi concreti legati alla realizzazione dell’impianto, la maggioranza dell’aula ha scelto di ignorare l’evidenza dei fatti» si legge in una nota.
“Non si è tenuto minimamente conto del quadro allarmante che si sta delineando in via Oraziana, dove si registra una concentrazione insostenibile, a pochissimi metri di distanza l’uno dall’altro, tra un impianto di biometano con zone Atex, il nuovo sistema Bess e una comunità alloggio per anziani. A un sito già così saturo di infrastrutture ad alto rischio incendio si aggiungono, a circa 1000 metri di distanza, altri due impianti Bess, un fattore che renderebbe un piano di evacuazione per i residenti dell’area, e in particolare per i soggetti fragili ospitati nella struttura per anziani, difficile se non impossibile da attuare“.
Fa quasi sorridere sentire assessori e consiglieri del Comune di Forlì dichiararsi unanimemente «preoccupati per la salute e la sicurezza dei residenti»: la sicurezza, però, non si tutela a parole, ma con decisioni concrete e senso di responsabilità. Per questo il Comitato del Basso Forese torna a chiedere con forza un atto dovuto: gli organi competenti, Arpae, Ausl e Vigili del Fuoco, devono eseguire una valutazione d’impatto complessiva e cumulativa di tutte le infrastrutture presenti e autorizzate lungo via Oraziana.
“Senza un’analisi integrata del rischio che consideri l’intero perimetro dell’area, avverte il comitato, le rassicurazioni pronunciate in Consiglio comunale restano soltanto retorica priva di senso, perché la salute della comunità del comprensorio forlivese non è negoziabile“.