La scuola primaria Francesco Rossi di Bertinoro torna al centro del confronto politico. A riaccendere la discussione è Voltare Pagina, che interviene sull’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 30 luglio, contestando le scelte dell’amministrazione Scogli e chiedendo tempi certi per il rientro degli alunni.
Secondo il gruppo di opposizione, i documenti di bilancio prevedono lo spostamento al 2028 di 500.000 euro destinati all’adeguamento e alla manutenzione straordinaria della scuola, con copertura attraverso un nuovo prestito. Nel 2026 sono inoltre stanziati 400 mila euro per l’adeguamento dell’impianto elettrico: 350.000 finanziati con un mutuo e 50.000 attraverso l’alienazione di terreni. Complessivamente, Voltare Pagina parla di almeno 850.000 euro di ulteriori risorse da finanziare, in parte, attraverso nuovo indebitamento. Il gruppo considera irrealistica una riapertura prima del 2029, alla luce dello stanziamento previsto per il 2028, e non esclude ulteriori slittamenti. Si tratta, tuttavia, di una valutazione politica dell’opposizione, non di una data ufficiale indicata dal Comune.
I lavori e le opere ancora da completare
La vicenda della Francesco Rossi si trascina da anni. Voltare Pagina richiama le previsioni formulate nell’ottobre 2019, quando gli uffici comunali indicavano l’obiettivo di affidare i lavori entro marzo 2020 e di eseguirli nell’estate dello stesso anno. Nella risposta a un’interrogazione, il sindaco Gabriele Scogli avrebbe invece indicato nel dicembre 2025 la conclusione dei lavori di adeguamento sismico, precisando che il rientro non sarebbe stato possibile neppure nell’anno scolastico 2026/2027.
Il gruppo di opposizione contesta inoltre che, dopo la conclusione del cantiere, siano emerse ulteriori opere considerate prioritarie: interventi sulla copertura per risolvere le infiltrazioni, adeguamenti degli impianti elettrico e idraulico, manutenzioni delle finiture, tinteggiature, levigatura dei pavimenti, ripristino dei battiscopa, interventi sugli infissi interni, risanamento dell’umidità proveniente dal seminterrato, spostamento dei pluviali, rifacimento delle fognature e opere necessarie per i dissesti murari.
Per Voltare Pagina, la mancata definizione di un quadro economico complessivo e di un cronoprogramma rappresenta un problema di trasparenza e programmazione. Il gruppo chiede quindi che l’amministrazione chiarisca quali lavori siano ancora necessari, quali risorse siano già state impegnate e quali siano i tempi previsti per il ritorno degli alunni.
Il confronto sui costi
Un altro punto sollevato dall’opposizione riguarda il costo complessivo dell’operazione. Nella risposta all’interrogazione, il sindaco avrebbe elencato lavori e incarichi affidati dal 2017 al 2025 per 857.451,83 euro. A questi si aggiungono, secondo i documenti citati da Voltare Pagina, 806.462,87 euro stanziati nel 2026 e altri 500 mila euro previsti nel 2028.
La somma aritmetica delle tre voci supera i 2,16 milioni di euro. Il gruppo precisa però che, in assenza di un quadro economico unitario, non è possibile stabilire con certezza se alcune somme si sovrappongano. Il confronto viene quindi posto con lo studio di fattibilità del 2019, che prevedeva l’accorpamento della scuola primaria e della secondaria nel polo di via Colombarone, con un costo stimato in oltre 1,7 milioni di euro.
L’accorpamento e la richiesta di dimissioni
Voltare Pagina sostiene che l’accorpamento avrebbe consentito di concentrare le risorse, ridurre i costi di gestione e realizzare un polo scolastico più funzionale. Oggi, invece, gli alunni della primaria frequentano il plesso della scuola secondaria, in una sistemazione nata come provvisoria e che, secondo l’opposizione, rischia di diventare indefinita.
Il gruppo richiama anche il programma di mandato della maggioranza, nel quale era prevista una verifica sul possibile accorpamento tra primaria e secondaria, a partire dallo studio di fattibilità del 2019. Da qui la richiesta di rendere pubblici eventuali risultati, dati e confronti economici tra le due alternative.
La conclusione di Voltare Pagina è una richiesta di dimissioni immediate dell’assessora Sara Londrillo, alla quale il gruppo attribuisce responsabilità politiche nella gestione della vicenda. L’opposizione parla di una gestione caratterizzata da ritardi, costi crescenti e assenza di una data certa per il ritorno nella Francesco Rossi.