«Le narrazioni del Partito Democratico e della Giunta regionale rischiano di non corrispondere alla complessa realtà che cittadini e imprese del nostro territorio vivono quotidianamente». È la posizione espressa dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca Pestelli al termine del dibattito in Assemblea legislativa sullo stato della ricostruzione dopo l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna.
Pestelli pone innanzitutto l’accento sulla provenienza delle risorse destinate alla ricostruzione. «Pur apprezzando lo sforzo di sintesi dei dati – afferma – è doveroso fare chiarezza sulla reale paternità delle risorse. I 919 milioni di euro previsti dal decreto legge 65/2025 non sono frutto di una programmazione regionale, bensì di un impegno straordinario e diretto del governo Meloni».
Secondo il consigliere di FdI, proprio questi stanziamenti hanno consentito di aprire la strada alla cosiddetta Fase 2 della ricostruzione e al finanziamento di nuove opere strutturali. «Senza lo stanziamento dell’esecutivo centrale – sostiene Pestelli – il passaggio alla Fase 2 e il finanziamento delle opere necessarie per il ritorno alla quotidianità sarebbero ancora fermi al palo».
Nel mirino finiscono anche i tempi della messa in sicurezza del territorio. Per Pestelli, i dati complessivi illustrati in Aula dalla sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini non devono mettere in secondo piano le esigenze delle aree collinari e montane, particolarmente esposte al rischio idrogeologico.
«La cura dei territori collinari e montani è fondamentale per una corretta prevenzione – afferma –. È necessario evitare appesantimenti burocratici, garantendo naturalmente la trasparenza amministrativa, e affiancare agli strumenti, anche digitali, messi in campo una manutenzione fluviale continua e concreta».
La richiesta avanzata dal consigliere regionale è quindi quella di accelerare gli interventi di prevenzione e messa in sicurezza. «Alle comunità colpite non bastano più le rassicurazioni – conclude Pestelli –. Serve la certezza che la messa in sicurezza dei territori avvenga nel più breve tempo possibile».