Si è concluso in maniera turbolenta il dibattito in Consiglio comunale a Forlì sulla mozione delle opposizioni riguardante le centrali energetiche previste nelle località di Malmissole e Durazzanino, nel comprensorio forlivese. Quella che sembrava avviata verso un voto condiviso si è trasformata in uno scontro politico, con la maggioranza accusata dai gruppi consiliari Partito Democratico e Movimento 5 Stelle di aver privilegiato la difesa della propria immagine rispetto alla tutela del territorio.
Dopo mesi in cui la Giunta aveva sostenuto l’impossibilità per il Comune di intervenire sulla questione, nei giorni scorsi era arrivata un’apparente svolta, con l’annuncio che l’amministrazione condivideva le preoccupazioni dei cittadini residenti nelle zone interessate e intendeva farsi portavoce delle istanze del territorio tramite una lettera del sindaco indirizzata ad Arpae e agli altri enti competenti.
Un cambio di posizione che, seppur tardivo secondo le opposizioni, pareva avvicinare la maggioranza alla linea sostenuta da Pd e M5s, ovvero che il Comune, pur muovendosi in un quadro normativo nazionale giudicato inadeguato, conservi comunque margini concreti di azione a difesa della popolazione e dell’ambiente locale. La mozione presentata dalle opposizioni puntava proprio a tradurre questo impegno in un atto formale e vincolante nella sede della Conferenza dei servizi, il tavolo in cui il Comune di Forlì è chiamato a esprimere il proprio parere sulle richieste di autorizzazione delle centrali.
Secondo i proponenti, una semplice lettera agli enti sarebbe stato uno strumento debole rispetto alla possibilità di condizionare il parere favorevole del Comune al pieno recepimento delle osservazioni su impatto ambientale e sicurezza degli impianti, chiedendo inoltre che la valutazione tenesse conto dell’effetto complessivo e cumulativo delle centrali sul territorio, e non dei singoli impianti presi separatamente.
Il testo originario non ha però retto al passaggio in aula: il centrodestra ha presentato e fatto approvare, con il voto contrario di Pd e M5s, un emendamento che ha eliminato ogni riferimento a un impegno del Comune in sede di Conferenza dei servizi, svuotando di fatto la mozione della sua parte più incisiva. Le opposizioni denunciano che lo stesso emendamento abbia cancellato anche la richiesta di destinare al territorio coinvolto le compensazioni economiche legate alle autorizzazioni.
Un tema sensibile per i residenti dell’area considerando che, a quasi due anni dall’attivazione della centrale Bess I, il Comune non ha ancora reso noto come verranno impiegate le relative compensazioni, lasciando intendere più volte che potrebbero essere destinate ad altre zone della città, scelta che secondo i proponenti della mozione rappresenterebbe un ulteriore torto per chi vive a ridosso degli impianti.
Per protesta contro quella che hanno definito una mozione “mutilata” e priva di reale utilità per i cittadini, i consiglieri di Pd e M5s hanno abbandonato l’aula. Poco dopo la seduta si è chiusa in modo rocambolesco: l’assenza contemporanea di 11 consiglieri di maggioranza su 20 ha fatto venire meno il numero legale, costringendo il presidente del Consiglio Ceredi a sospendere i lavori.
Le opposizioni sottolineano infine come altri Comuni, in Emilia-Romagna e nel resto del Paese, si siano invece attivati con determinazione in tutte le sedi istituzionali disponibili per tutelare i propri territori davanti a progetti energetici analoghi.