Quando il gioco d’azzardo smette di essere intrattenimento e diventa una dipendenza, a essere coinvolta non è soltanto la persona che gioca, ma anche la sua rete di relazioni. È questo il tema al centro dell’incontro “Il valore delle relazioni: ludopatia e comunità”, in programma domenica 20 settembre alle ore 20,00 nella sala del refettorio dei Musei San Domenico di Forlì, nell’ambito del Festival del Buon Vivere.
A confrontarsi sul tema saranno Enrico Teta, psichiatra specializzato nelle dipendenze e direttore sanitario della casa di cura neuropsichiatrica Villa Cristina di Novara, e Daniela Forlano, educatrice professionale dell’U.O. Dipendenze Patologiche di Forlì dell’Ausl Romagna. Forlano porterà in particolare l’esperienza della Casa Ludica, spazio di ascolto rivolto alle persone con problemi legati al gioco d’azzardo e ai loro familiari, ma anche luogo dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tema del “gaming”.
A condurre il dialogo sarà la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, da anni impegnata nell’approfondimento di tematiche sociali e legate alla cittadinanza attiva. L’incontro, promosso dall’associazione Valore Condiviso, punta a fare luce sui meccanismi della ludopatia, sui segnali che possono indicare l’insorgere di una dipendenza e sul ruolo che possono avere familiari, amici e comunità nel riconoscere il disagio e sostenere chi ne è coinvolto.
L’attenzione sarà quindi rivolta anche alle relazioni e all’isolamento sociale, che possono accompagnare il disturbo da gioco d’azzardo e rendere più difficile chiedere aiuto. Il rafforzamento dei legami e la capacità di ascolto possono invece diventare strumenti importanti sia nella prevenzione sia nei percorsi di recupero.
«Quando parliamo di disturbo da gioco d’azzardo – sottolinea Teta – parliamo anche di relazioni. Nessun percorso di prevenzione o di cura può prescindere dalla presenza di una comunità capace di accogliere, ascoltare e sostenere». L’iniziativa è gratuita e aperta al pubblico.