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Lavoro nero, controlli record in Romagna: il 71,9% delle ispezioni irregolare

Di Staff 4live Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 22 settembre 2026
Lavoro nero, controlli record in Romagna: il 71,9% delle ispezioni irregolare

Si è conclusa la stagione estiva e Ugl Romagna traccia un primo bilancio della campagna straordinaria contro il caporalato e il lavoro nero, avviata il 9 giugno su iniziativa dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Gli interventi mirati si sono concentrati soprattutto nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna, con particolare attenzione ai settori edile e agricolo, e nel riminese, dove i controlli hanno interessato strutture ricettive, stabilimenti balneari e pubblici esercizi della costa in coincidenza con i grandi afflussi turistici della stagione estiva.

A conclusione della stagione estiva possiamo complimentarci come sindacato per gli esiti della campagna straordinaria contro il caporalato e il lavoro nero“, afferma Filippo Lo Giudice, segretario territoriale di Ugl Romagna. I dati ufficiali relativi al 2025 fotografano una vigilanza intensa su scala nazionale: 97.349 ispezioni complessive svolte dal personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro in tutta Italia, di cui 69.952 con esito irregolare, per un tasso di irregolarità del 71,9%, in crescita rispetto al 71,7% dell’anno precedente.

L’attività ispettiva ha riguardato i settori produttivi dell’agricoltura, dell’industria, dell’edilizia e del terziario, e secondo Ugl Romagna i dati dei controlli condotti nel comprensorio locale risultano sostanzialmente in linea con le statistiche nazionali. Il segretario sindacale sottolinea la natura trasversale del fenomeno: “Dobbiamo evidenziare la natura trasversale delle violazioni, che interessano l’intero sistema produttivo e non possono essere ricondotte, per inerzia culturale o convenienza polemica, a un solo settore. Lo sfruttamento del lavoro riguarda ogni settore produttivo. Pensiamo a coloro che, in ogni ambito, sono spesso assunti e remunerati con contratti part-time e poi costretti a lavorare a tempo pieno. Come sindacato dobbiamo ribadire che è necessario contrastare ogni forma di sfruttamento e intermediazione illecita di manodopera e, allo stesso tempo, tutelare il lavoro delle tante, la stragrande maggioranza, delle imprese che lavorano in regola“.

Lo Giudice ricorda inoltre che la normativa vigente consente di perseguire non solo chi recluta illegalmente manodopera, ma anche il datore di lavoro che sfrutta lavoratori approfittando del loro stato di bisogno, elencando tra gli indici di sfruttamento le retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi, le violazioni ripetute di orari e riposi, il mancato rispetto delle norme su salute e sicurezza e le condizioni di lavoro, sorveglianza o alloggio degradanti: “Diciamo questo per responsabilizzare gli stessi lavoratori, incitandoli a denunciare eventuali irregolarità nell’applicazione del loro contratto di lavoro“.

Nel corso dell’estate 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha condotto in Romagna anche una campagna straordinaria di vigilanza specificamente dedicata al settore agricolo, concentrando gli interventi nelle aree e nei periodi di maggiore impiego di manodopera stagionale per contrastare in modo più incisivo caporalato e sfruttamento lavorativo. “Abbiamo verificato che le attività ispettive sono state realizzate anche mediante interventi congiunti e task force interistituzionali, con il coinvolgimento operativo del personale dell’Ispettorato, degli enti previdenziali e assicurativi e dell’Arma dei Carabinieri, in un’ottica di piena integrazione delle competenze. E questo, a nostro parere, è la strada giusta da intraprendere vista l’esiguità perenne del personale in servizio” spiega ancora Lo Giudice.

Il segretario territoriale di Ugl Romagna valuta positivamente anche l’iniziativa promossa dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro al recente Meeting di Rimini, che ha coinvolto i giovani per fare chiarezza sulle funzioni e le attribuzioni dell’ente e degli altri organismi competenti, come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Inps e l’Inail: “Informare sui diritti delle persone, a partire dai più giovani, è la strada maestra per ridurre le infrazioni alla norma” conclude Filippo Lo Giudice.

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