Il buon andamento dei conti della Holding Livia Tellus non basta a cancellare le difficoltà di due delle principali partecipate del territorio forlivese, Alea e Fiera. È quanto sostiene oggi il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Forlì, intervenuto dopo la discussione in Consiglio comunale del budget triennale della società che controlla le partecipate del comprensorio. Secondo i consiglieri dem, il documento ha messo in luce ancora una volta le criticità delle due realtà, che hanno peraltro causato un forte ritardo nella presentazione del budget di gruppo.
Per quanto riguarda Alea, il Pd parla di crescenti difficoltà nel mantenere gli equilibri di bilancio, anche per l’aumento importante dei costi fissi. Ma a preoccupare di più, sottolineano i consiglieri, è l’assenza di strategie credibili di sviluppo. Il sistema di raccolta, dicono, continua a zoppicare, come dimostrano le proteste dei cittadini, mentre Forlì appare sempre più sporca, con rifiuti abbandonati nei parchi e nelle periferie.
Manca, secondo il gruppo, un piano industriale lungimirante che risponda ai disagi dei residenti, preveda investimenti sugli impianti e avvii la costruzione di una filiera del rifiuto in rapporto con il tessuto economico locale: un quadro che, per i democratici, alimenta l’impressione di una navigazione a vista.
Altrettanto preoccupante viene giudicata la situazione della Fiera di Forlì, di cui la Giunta ha annunciato di recente la messa in liquidazione. Per il Pd non si tratta, come sostenuto dall’Amministrazione, di “un momento di rilancio”, ma della conferma del fallimento su tutta la linea della gestione degli ultimi sette anni. I consiglieri parlano di un fiasco provocato anche dall’atteggiamento schizofrenico della Giunta, che prima ha respinto ogni proposta di aprire un ragionamento sul rilancio della Fiera in un sistema integrato almeno a dimensione romagnola, poi ha cambiato idea inserendo quell’obiettivo nei documenti strategici dell’ente, senza però compiere alcun passo concreto né in quella né in altre direzioni.
A pesare ulteriormente, secondo il Gruppo consiliare, è il fatto che la Giunta, oltre ad autoassolversi per il fallimento di questi anni, non abbia indicato strategie chiare per il futuro e abbia ignorato l’ennesimo appello del Pd a un cambio di passo. Il gruppo chiedeva una reale apertura al confronto con le forze politiche ed economiche della città, per fare fronte comune e provare a salvare la Fiera prima che sia troppo tardi.