A Durazzanino nasce il Comitato del Basso Forese, costituito dai residenti con l’obiettivo dichiarato di tutelare sicurezza, salute pubblica e territorio. Al centro della mobilitazione c’è soprattutto via Oraziana, dove il Comitato contesta la crescente concentrazione di infrastrutture energetiche. Secondo i residenti, l’area presenta già una situazione delicata per la presenza di un impianto di produzione di biometano classificato con zone Atex, quindi soggetto a specifiche condizioni di sicurezza legate al rischio di incendio ed esplosione, collocato nelle vicinanze della stazione elettrica Terna.
A questo quadro si aggiunge il progetto di un impianto Bess da 120 MW, proposto dalla società Sphera Nordea, destinato a sorgere sul fronte opposto di via Oraziana e a poca distanza dall’impianto di biometano, recentemente trasformato e ampliato. È proprio la vicinanza tra i diversi impianti a preoccupare il Comitato. I residenti parlano di una possibile situazione di “effetto domino” in caso di incidente, richiamando la presenza contemporanea di un sito soggetto a rischio Atex, di un’infrastruttura elettrica e di un sistema di accumulo energetico di grandi dimensioni.
A rendere ancora più delicata la questione, secondo il Comitato, sarebbe la presenza nelle immediate vicinanze di una comunità alloggio per persone anziane e fragili. Per i residenti, in questo contesto sarebbe necessario garantire particolare attenzione agli standard di sicurezza, alle procedure di emergenza e ai piani di evacuazione.
La nascita del Comitato arriva mentre il tema degli impianti di accumulo è approdato in Consiglio comunale. Il gruppo contesta in particolare il fatto che nella seduta di oggi, 24 settembre, la discussione sulla questione Bess non tenga adeguatamente conto, a suo giudizio, della situazione specifica che si verrebbe a creare lungo via Oraziana.
“Preoccupa la sicurezza dei residenti”, sostiene il Comitato del Basso Forese, che chiede una rivalutazione della concentrazione di impianti prevista nell’area. Il nuovo organismo annuncia quindi l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e di chiedere che la compatibilità tra le diverse infrastrutture presenti e progettate nella zona venga valutata complessivamente, tenendo conto anche della vicinanza agli insediamenti abitati e alla struttura che ospita persone fragili.