Insisto a rigirare il dito nella piaga delle recenti celebrazioni risorgimentali forlivesi, del tutto inverosimili perché prive di veridicità storica. In numerose foto, alcune pure pubblicate stamani da quotidiani locali, ieri sera ho già criticamente scritto sul tema, si colgono particolari che dimostrano quanto la rievocazione risorgimentale sia, alla fine, risultata tragicamente raffazzonata e bugiarda.
Cosa mai, infatti, c’azzeccano col Risorgimento figuranti militari col tricorno, copricapo solo tipico del ‘700? Cosa ancora c’azzeccano col Risorgimento figuranti con calzoni rigati si campo chiaro, anch’essi in uso esclusivamente nelle marine militari del XVIII secolo? Cosa mai, tanto per concludere, c’azzecca, e qui davvero chiudiamo con l’eloquente interrogativo alla Di Pietro, un cannone, sempre del ‘700, su affusto ligneo con ruote di minimo diametro, anch’esse a legno pieno?
Che peccato, falso persino il gran colpo finale con un colpo di cannone, tutt’altro che risorgimentale! Chiudo con la notizia, altrettanto esilarante, che alla rievocazione forlivese del nostro Risorgimento fosse in vendita, fra l’altro al prezzo non modico di 10 €, “il panino risorgimentale alla salsiccia”, del quale nessuna fonte storica enogastronomica attesta che sia mai esistito. In conclusione, misero Risorgimento forlivese, solamente farlocco di tanta fuffa!
Franco D’Emilio