Quando la vita impone limiti fisici insormontabili, la parola scritta può diventare un mezzo potente per superare ogni barriera. È la storia di Luca Neri, autore affetto da SLA che giovedì 17 settembre alle ore 15,30 presenterà la sua nuova raccolta poetica “Poesie senza freni” all’Auditorium della Chiesa di San Giacomo a Forlì, nell’ambito dell’edizione 2026 del Festival del Buon Vivere. L’incontro, intitolato “La voce attraverso la SLA”, è a ingresso libero e rappresenta molto più di una semplice presentazione editoriale: è il racconto di come le relazioni umane e la solidarietà possano trasformare la sofferenza in cura.
Gli ospiti dell’incontro
Sul palco del San Giacomo insieme all’autore ci saranno tre figure chiave del suo percorso:
Roberto Mercadini: attore, scrittore e lettore dei versi di Luca (nonché curatore della prefazione). Fu proprio la frequenza di un suo corso anni fa a far scoccare in Luca la scintilla per la scrittura.
Padre Guidalberto Bormolini: relatore dell’intervento “La malattia come via”, contattato da Luca durante la sua ricerca spirituale e di accompagnamento.
Don Daniele Simonazzi: protagonista del primo stimolo con il suo intervento “La prossimità e il cammino”; fu lui a spingere Luca a pubblicare i primi versi dicendogli: «Il libro è già stampato».
Un libro scritto con gli occhi
Dopo il successo del primo volume “Poesie a cuore aperto” (i cui proventi nel 2025 furono interamente devoluti all’associazione AISLA), Luca Neri ha voluto proseguire il suo cammino di scrittura nonostante l’avanzare della malattia. “Poesie senza freni” è stato interamente composto tramite un puntamento oculare: un dispositivo tecnologico che permette di tracciare i movimenti degli occhi per selezionare una ad una le lettere sullo schermo.
«Le poesie sono una delle medicine per questa malattia» Luca Neri. I versi toccano temi come l’ironia, la rabbia, l’amore, l’impegno civile e la ricerca di libertà, dimostrando come la parola non soffra dei limiti del corpo.
La solidarietà e la “Rivoluzione della Gentilezza”
Coerentemente con il tema centrale del Festival del Buon Vivere 2026 — dedicato alla Rivoluzione della Gentilezza intesa come cura e responsabilità verso l’altro — l’evento avrà uno scopo benefico. Tutti i fondi e le donazioni raccolte durante la presentazione saranno destinati al Borgo TuttoèVita e allo Spiritual Hospice, strutture impegnate nell’accompagnamento e nella cura delle persone affette da patologie inguaribili e dei loro familiari. L’appuntamento è aperto all’intera cittadinanza, offrendo uno spazio di riflessione condivisa sui temi del limite, della cura e della vita.