A Meldola, lo scorso 12 settembre, il sindaco Cavallucci aveva annunciato la prossima convocazione di una riunione pubblica, aperta anche ai cittadini, sul tema sempre più grave, ineludibile della sicurezza cittadina. Infatti, troppi gli episodi meldolesi di violenza alle persone e al patrimonio, oltre che turbativi della quiete pubblica, non senza la responsabilità di migranti, assolutamente fuori da ogni integrazione e rispetto delle nostre leggi.
Sono trascorsi dodici giorni e della promessa riunione pubblica non solo non risulta ancora la data di convocazione, ma addirittura su di essa cresce la sensazione che il sindaco e la sua maggioranza di sinistra vogliano nicchiare o prendere tempo o, magari, confidare che l’opposizione meldolese di centrodestra, prima o poi, si rassegni al silenzio municipale. Cinica sulla pelle dei propri amministrati la condotta del Primo Cittadino di Meldola che promette e non mantiene, forse certo di farla franca ancora con la solita maionese di antifascismo e filoimmigrazione.
Arrendevole appare, tuttavia, il silenzio dell’opposizione meldolese che, al momento, attende e spera, anziché sollecitare fortemente la promessa riunione pubblica sulla sicurezza. Atteggiamento questo quasi remissivo che rischia di disperdere l’efficace intervento sulla sicurezza meldolese da parte di Lara Bruno, consigliere comunale locale, e di Luca Pestelli, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, entrambi validi esponenti di Fratelli d’Italia.
Nel rispetto, innanzitutto, dei suoi cittadini il sindaco di Meldola Cavallucci provveda a convocare quanto prima, senza se e senza ma, la riunione sulla sicurezza e l’ordine pubblico: soltanto così dimostrerà di non dover essere compreso inevitabilmente nel celebre detto del leader sovietico Nikita Chruscev: «Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Spesso promettono di costruire un ponte anche dove non c’è un fiume».
Franco D’Emilio