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Galeata

A San Zeno lo spettacolo ironico e nostalgico di Max Paiella

Di Tommaso Di Lauro Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 18 agosto 2026
A San Zeno lo spettacolo ironico e nostalgico di Max Paiella

Mercoledì 19 agosto, nel parco della cantina della tenuta Piccolo Brunelli in Strada San Zeno di Galeata, Max Paiella porta in scena “Serenate Coniglie”, spettacolo di cui è autore e interprete. L’appuntamento, evento di punta dell’estate organizzato dalle Pro Loco di Galeata e San Zeno insieme alla Cooperativa di Comunità di San Zeno, è curato dalla direzione artistica di Giancarlo Dini per “Dire Fare”.

La serata inizia alle ore 19,30 con una cena a buffet e prosegue alle ore 21,30 con lo spettacolo. Si tratta di un viaggio ironico, brillante e nostalgico alle radici della storia musicale e sociale italiana, pensato per riscoprire quell’“orecchio” che il Paese ha sempre avuto e che negli ultimi decenni sembra aver smarrito. Ancora oggi restiamo suggestionati dalle melodie del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, ma la tradizione artistica italiana affonda le origini molto più indietro, a partire dal Seicento, quando il Paese si impose per secoli come protagonista assoluto della scena musicale mondiale. Cosa è successo dopo?

Forse, come cantava Renato Carosone, abbiamo cominciato a “fare gli americani”, perdendo il filo della nostra identità. Eppure quel legame ancestrale con la grande canzone italiana resiste: se di notte, in un vicolo di Roma, in una calle di Venezia o in una strada di Napoli, qualcuno intona “Guarda che luna”, la risposta istintiva è ancora “Guarda che mare!”.

Un riflesso incondizionato che contrasta nettamente con la perplessità generata dalle sonorità contemporanee della trap, di fronte alle quali – osserva Max Paiella con la sua consueta verve – spesso non battiamo ciglio, scambiandole quasi per un attacco di colite o per una digestione difficile. In scena, circondato da oggetti fluttuanti che simboleggiano le grandi canzoni rimaste sospese nei pensieri e nel cuore, Paiella guida il pubblico in un itinerario spassoso e ricco di dettagli, capace di intrecciare le origini artistiche con quelle sociali e politiche del Paese.

Per compiere questa operazione di memoria e divertimento, come ricordava Enzo Jannacci, “ci vuole orecchio”. L’Italia quell’orecchio lo possiede da sempre: si tratta soltanto di ritrovarlo. Il consiglio agli spettatori è semplice: iniziare a frugarsi nelle tasche già prima di sedersi a tavola.

L'autore

Tommaso Di Lauro
Tommaso Di Lauro

Classe 1963, diploma in Ragioneria, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo e social network ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 è direttore di 4live.

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